L’Europa e l’antisemitismo
Il fiore del male dell’indifferenza

Foto Stefano Colarieti / LaPresseSpettacolo Roma, 21.07.2016, Grand Hotel Gianicolo, Valeria Marini presenta il suo nuovo Fashion Brand 'Baci Stellari'nella foto: Valeria Marini ph Stefano Colarieti / LaPresseentertainmentRome, 21.07.2016, Grand Hotel Gianicolo, Valeria Marini and her new fashion brand «BACI STELLARI».in the picture: Valeria Marini

Il muro dell’indifferenza al Memoriale della Shoah di Milano

di Giuliomaria Terzi *

Il Parlamento Europeo esprime l’insieme di quelle volontà politiche e di quei valori e identità che rappresentano tutti i cittadini europei: la promozione dei principi fondanti dell’UE è “una precisa responsabilità” per gli Stati Membri ed è proprio nel Parlamento Europeo, quindi, che si deve rispondere con efficacia quando vi è la preoccupazione che tali valori siano sotto attacco. Per ogni cittadino europeo, l’imperativo della libertà e dignità umana costituisce la “grund norm” – la norma essenziale, definibile con Immanuel Kant come “la legge morale in me” – imprescindibile per ognuno di noi: negandola e offendendola, l’antisemitismo colpisce al cuore l’Europa, violenta la nostra identità, umilia, per sottomettere e distruggere.

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Giuliomaria Terzi

La lotta all’antisemitismo e ai fenomeni che vi si collegano, che lo generano e lo alimentano è quindi a mio avviso una missione vitale per l’Unione.

Non si tratta soltanto di prevenire e reprimere l’estremismo radicale e violento di governi e organizzazioni fondamentalmente antisemiti che hanno obiettivi che non sono certo di pace; siamo di fronte a un preciso disegno, che mira a risuscitare su ampia scala discriminazioni e odio razzista contro gli #Ebrei. Quando ci troviamo dinanzi a questa sfida, per noi Europei non si tratta soltanto di contrastare la violenza…

Roland Lauder

Roland Lauder

Si tratta di non “scivolare” sul terreno della confusione tra l’appoggio o la critica all’attuale politica Israeliana, posizioni legittime entrambe e riferibili alla sensibilità di ognuno di noi, per giustificare invece l’odio antisemita. Come affermato dal Presidente del “World Jewish Congress”, Roland Lauder in un convegno a San Miniato lo scorso 25 Aprile “l’antisemitismo è questione di violenza e soprattutto di indifferenza”.

Il pericolo dell’indifferenza lo avvertiamo in modo speciale in Italia : da diversi anni dobbiamo constatare come i giovani siano poco informati sulla Shoà, educati con programmi scolastici carenti nell’insegnamento della Storia e dell’Educazione Civica, insufficienti nel radicare uno spirito di tolleranza, di dialogo, di rispetto per la libertà religiosa.

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Ciò che particolarmente preoccupa è che le generazioni più giovani siano pressoché indifese dalle strumentalizzazioni antisemite che subiamo ogni giorno da notizie false o distorte di governi come quello teocratico e islamista  iraniano, da associazioni politiche, culturali, religiose di stampo fondamentalista; e da una Rete dove proliferano i complottisti antisemiti presenti tra i frequentatori del mondo virtuale.

Interessante in tal senso il Rapporto-denuncia presentato al Parlamento UE su quanto da anni si nasconde “dietro la maschera” del Movimento “BDS – Boicottaggio Disinvestimento e Sanzioni”. Il report spiega quanto movimenti come le campagne BDS siano il terreno sul quale cresce la pianta dell’odio antisemita, della radicalizzazione e persino del terrorismo. Giù un rapporto del 2018 aveva rilevato una serie di profondi legami tra alcune organizzazioni internazionalmente riconosciute come terroristiche, in particolare Hamas e il Fronte Popolare per la Liberazione della  Palestina, con gli attivisti e le organizzazioni che promuovono il BDS.

Omar Barghouti

Omar Barghouti

Tutto questo viene ulteriormente documentato oggi attraverso l’analisi di ben 100 casi riferiti ai promotori di BDS: i loro interventi sui “social media”, le loro dichiarazioni pubbliche, la propaganda che essi diffondono ricadono esattamente nella definizione di “Antisemitismo” che è stata adottata dal Parlamento Europeo e negli ultimi tre anni recepita formalmente da molti Paesi dell’Unione europea (Austria, Belgio, Bulgaria, Francia, Germania, Grecia, Lituania, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia.

La campagna BDS ha l’obiettivo specifico di colpire economicamente e finanziariamente non solo le imprese Israeliane, ma anche di pregiudicare i rapporti di cooperazione universitaria, scientifica, e culturale.

In realtà si tratta di un attacco al diritto di Israele a esistere quale Stato, come peraltro espressamente dichiara il suo fondatore Omar Barghouti. Falsamente, il BDS si presenta come promotore di pace e coesistenza tra Israeliani e Palestinesi, mentre è l’esatto contrario: tutto l’impegno dei suoi promotori è rivolto a “Demonizzare”, “Delegittimare”, e imporre “Doppi Standard” nei confronti di Israele e degli ebrei.

Natan Sharansky

Natan Sharansky

Sono le “3 D” che da circa vent’anni Natan Sharansky propone quale decisivo “test” di anti-semitismo: per millenni, ha ricordato Sharansky, gli ebrei sono stati perseguitati con l’accusa demonizzante di avvelenare i pozzi o di bere il sangue dei bambini, e altre follie del genere, e per molte epoche storiche è stata delegittimata la loro fede. I “doppi standard” sono stati praticati attraverso “leggi speciali” o stati di fatto che li discriminavano, dal Medio Evo alla Russia imperiale, sino alla Germania nazista…

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La prova “3D” è sempre valida: dimostra, attraverso un’attenta analisi delle tendenze e dei fatti contenuti nel rapporto, quanto il “vecchio antisemitismo” abbia ripreso slancio sotto la pericolosa dissimulazione di “Boicottaggio Disinvestimento e Sanzioni”.

In questo quadro, appare sorprendente che il Governo #Italiano, sempre molto sensibile e attivo nel sostenere le iniziative multilaterali e nazionali di lotta all’antisemitismo, *non abbia ritenuto sino ad ora di adottare alcuna iniziativa*, sia per dare un contributo rilevante sia all’azione dell’Europa in questo ambito, sia per prevenire e sanzionare sul piano interno le crescenti e allarmanti manifestazioni di antisemitismo.

Cosa possiamo aspettarci dal nuovo governo Conte e dai Partiti che lo sostengono? A mio avviso è estremamente auspicabile una sollecita decisione, ad esempio affermando il divieto di finanziare ONG, con i soldi dei contribuenti europei, note per posizioni e dichiarazioni chiaramente antisemite, e promuovendo la rimozione dal web di contenuti che promuovano radicalizzazione e fondamentalismo.

Giuseppe Conte

Giuseppe Conte

Voglio ricordare che un sondaggio in 12 Paesi EU a 16.000 cittadini europei di religione ebraica, ha recentemente rilevato nell’89% dei casi la percezione di un netto aumento dell’antisemitismo, mentre nella Repubblica Ceca un analogo sondaggio dello scorso luglio riferiva un aumento di ben il 189% di “incidenti antisemiti” riferibili all’ultimo triennio.

Tutto questo per me non è più accettabile, perché il tema dei diritti umani e della libertà di credo sono tra le più importanti “cartine di tornasole” sulla salute della società e dello Stato di Diritto: i semi del male sono già germogliati in passato nell’indifferenza e sottostima generale. E, poi, è stata distruzione, in Europa…

  * diplomatico, già ministro degli esteri nel governo Monti

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