Ma l’Europa non può
essere complice
dei grandi misfatti dell’Iran

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di Gérard Deprez* –

Circa 200 parlamentari europei (appartenenti a tutti i gruppi e correnti politiche presenti nel Parlamento Europeo tra essi vice-presidenti del Parlamento e presidenti di comitati e delegazioni) appoggiano le proteste del popolo iraniano. I diritti umani non possono essere compromessi o accantonati con la scusa delle considerazioni politiche, commerciali o dell’accordo sul nucleare. E’ giunto il tempo di schierarsi a pieno sostegno delle proteste del popolo iraniano per un cambiamento democratico.  

Gérard Deprez

Gérard Deprez

Le proteste popolari, le manifestazioni di massa hanno scosso l’Iran. Le proteste   hanno interessato tutte le 31 province e oltre 140 città iraniane. Il popolo dell’Iran, soprattutto le nuove generazioni, hanno dimostrato chiaramente di essere stufe del governo fondamentalista islamico e di volere un cambio di regime. Molti hanno gridato “Abbasso il dittatore!”, “Abbasso Khamenei!” e “Abbasso Rouhani!”. Le donne hanno avuto un ruolo attivo nelle proteste, una sfida nella sfida.

Zahra Merrikhi, segretario generale Pmoi

Zahra Merrikhi, segretario generale Pmoi

 

La risposta del regime è stato l’uso della violenza. Migliaia di persone sono state arrestate. Quattordici manifestanti sono morti sotto tortura. La situazione dei diritti umani è peggiorata subito dopo le recenti proteste. L’Iran continua ad eseguire il più alto numero di condanne a morte pro-capite a livello mondiale.

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Molti alti esponenti e funzionari del regime hanno parlato del ruolo avuto nelle proteste dal principale movimento di opposizione, il PMOI (o MEK). Secondo AFP, Rouhani ha chiamato il Presidente Macron chiedendogli di intervenire contro l’opposizione iraniana con sede a Parigi, che ha accusato di fomentare le recenti proteste. Il 9 Gennaio, l’ayatollah Ali Khamenei, il leader supremo, ha detto che il PMOI avrebbe organizzato le proteste, minacciando implicitamente di giustiziare i manifestanti.

Noi europarlamentari condanniamo l’uso della forza contro questi manifestanti indifesi. Chiediamo all’UE e ai governi europei di adottare misure efficaci e decisioni vincolanti per obbligare il regime a rilasciare i prigionieri politici.

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Siamo preoccupati per la campagna di disinformazione lanciata dal regime iraniano contro gli esuli iraniani. Sembra che, dato che il regime è assediato dalle rivolte, dalle proteste e dagli scioperi in tutto il paese, abbia bisogno più che mai di diffondere false informazioni contro i suoi oppositori per limitarne le attività.

A Teheran non deve essere permesso di estendere la sua politica di repressione e di minacce all’Europa, contro dissidenti e rifugiati politici che dovrebbero essere in grado di aumentare la consapevolezza del pubblico sui diritti umani e i diritti delle donne in Iran.

Grard-Deprez

Siamo critici nei confronti dell’attuale politica dell’UE riguardo l’Iran. I diritti umani in Iran non possono essere compromessi o accantonati con la scusa di considerazioni politiche, commerciali o per l’accordo sul nucleare. Q

ualunque espansione delle relazioni politiche ed economiche con l’Iran deve essere condizionata ad un chiaro progresso nei diritti umani, nei diritti delle donne e alla fine delle esecuzioni.

*Eurodeputato e presidente di Friends of a Free Iran al Parlamento Europeo

 

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