L’harakiri  delle Olimpiadi
Quel minuto di silenzio negato

di Amedeo Cortese *

Nel 2012, Pietro Mennea. alla vigilia dei Giochi Olimpici di Londra, scrisse una lettera al presidente del Comitato Olimpico Internazionale per dedicare un minuto di silenzio in memoria degli undici atleti israeliani trucidati da terroristi palestinesi in occasione dei quarant’anni dalla strage di Monaco. Quel minuto di silenzio non fu organizzato perché secondo il vicepresidente del CIO, si temevano le reazioni dei paesi arabi, quasi le vite di undici atleti trucidati dai terroristi palestinesi nel villaggio olimpico di Monaco, in quanto ebrei, non valessero nemmeno un ricordo, una pausa.

Amedeo-Cortese

E’ in questo gesto la più viva testimonianza della vita di un grande uomo e di un grande atleta, che visse con i suoi occhi l’orrore di quella notte tra il 5 e il 6 Settembre del 1972.

Vedrà così finalmente la luce, a Luglio, ‘’Monaco 1972 – Una tragedia che poteva essere evitata’’ di Pietro Paolo Mennea, a cura di Manuela Mennea, edito da Librerie Colonnese. Un volume – diario che, ultimato e definito nelle correzioni circa sette anni fa dallo stesso Pietro  prima di lasciare la vita terrena, sarà pubblicato grazie alla perseveranza di sua moglie Manuela e alla volontà della casa editrice Napoletana Colonnese, che ha fugato dopo molti anni quelli che erano i dubbi e le preoccupazioni dello stesso Mennea, ossia che il volume potesse non trovare editori.

Pietro Mennea

Ed invece a settembre potremmo ripercorrere, attraverso le parole e le tragiche emozioni dell’atleta nativo di Barletta, una delle pagine più orrende della storia contemporanea, pagina spesso volutamente obliata da striscianti sentimenti di malcelato odio verso ebrei ed Israele. Coltivare la memoria, anche quando essa è pregna di orrore e calpestata da chi coltiva la rimozione di tragici accadimenti storici per giustificare il perseverare di campagne di odio e mistificazione resta un dovere civile ed un incessante impegno a cui non sentiamo mai di poter e dover sfuggire.

Così, nell’ attesa di poter leggere e presentare il libro,  rileggiamo l’accorato appello di Mennea alla vigilia delle Olimpiadi del 2012, testimonianza straordinaria di valore civile e umanità.

Manuela Mennea Giovanni Malagò

“Gentile Presidente, le scrivo questa lettera, nella mia veste di atleta olimpico ed olimpionico, avendo partecipato a ben 5 edizioni dei Giochi Olimpici (dal 1972 al 1988) e avendo conquistato il titolo olimpico a Mosca nel 1980.

Quest’anno ricorrono i 40 anni dalla strage di Monaco (5 Settembre 1972) avvenuta durante i Giochi Olimpici, tragedia che ha comportato l’uccisione di 11 atleti israeliani, che come me e tanti altri, inseguivano un sogno e mai avrebbero pensato di poter rimanere coinvolti in un atto politico-terroristico a loro del tutto estraneo…

Monaco 1972

Bisogna riconoscere e ammettere che allora il Cio e tutti noi atleti siamo stati colti impreparati da questo tragico evento con il suo tristissimo epilogo, e forse non fu fatto abbastanza per onorare le giovani vite spezzate di quegli atleti. Ho sempre creduto e ancora oggi credo fermamente nell’importanza dei veri valori olimpici e in cui tutti e soprattutto i giovani dovrebbero credere e riconoscersi. Ritengo pertanto che sarebbe importante che tutta la famiglia olimpica gli riconoscesse il giusto tributo anche solo con un minuto di silenzio, magari ricordando i loro nomi, nel corso dei prossimi Giochi Olimpici di Londra”.

*presidente  dell’associazione Italia Israele di Napoli

 

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