Libertà per Sion
Per salvare Sion
Quando le monete
sono dei libri di storia

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Eilat Mazar

di David Sinai –

L’archeologa Eilat Mazar dell’Università di Gerusalemme ha scoperto decine di monete di bronzo (oltre a numerosi frammenti di vasi e giare in terracotta) risalenti all’epoca della rivolta giudaica contro Roma del 66-73 e.v., rimaste chiuse fino ad oggi in una grotta vicino alla parete sud del Monte del Tempio.

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Mazar sottolinea la differenza che si riscontra tra le monete coniate nei primi anni della rivolta, quando i ribelli confidavano nel loro successo e che portano la scritta in alfabeto ebraico antico: “Libertà per Sion”, e quelle coniate nell’ultimo anno prima della distruzione del Secondo Tempio che portano la scritta LeGalat Tzion, “Per salvare Sion”.

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Le monete sono decorate con vari simboli ebraici come le quattro specie vegetali associate alla festa di Sukkot (palma, salice, mirto, cedro) e una coppa usata nel Tempio.

Le monete risultano ben conservate perché furono usate solo per un breve periodo. Monete analoghe erano state trovate nel 1967, nell’edificio detto dell’Arco di Robinson, vicino al Muro Occidentale, da Benjamin Mazar, nonno di Eilat Mazar, che guidò gli scavi nell’area per l’Università di Gerusalemme

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