Lieberman sbarra la strada a Bibi
Israele alle urne il 17 settembre

An Israeli flag is seen in the background as a man casts his ballot for the parliamentary election at a polling in the West Bank Jewish settlement of Ofra, north of Ramallah January 22, 2013. Israelis voted on Tuesday in an election that is expected to see Prime Minister Benjamin Netanyahu win a third term in office, pushing the Jewish state further to the right, away from peace with the Palestinians and towards a showdown with Iran. REUTERS/Baz Ratner (WEST BANK - Tags: POLITICS ELECTIONS TPX IMAGES OF THE DAY)

di Giordano Stabile –

 La scadenza della mezzanotte è passata senza che il premier incaricato Benjamin Netanyahu riuscisse a trovare un accordo con gli alleati per una nuova maggioranza di governo. La Knesset è stata sciolta e Israele tornerà alle urne il 17 settembre per un secondo round, fatto senza precedente nei 71 anni di storia dello Stato ebraico.

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Giordano Stabile

Netanyahu ha cercato fino all’ultimo minuto di mettere d’accordo i partiti della destra che finora hanno sostenuto i suoi governi di coalizione. Ma le ferite aperte nella crisi di primavera e poi durante la campagna elettorale erano troppo profonde.

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In particolare il rapporto con l’ex ministro della Difesa Avigdor Lieberman era completamente logorato.

 

Lieberman ha insistito che nel programma venisse inserito il servizio militare obbligatorio anche per gli ultra-ortodossi e questo ha portato alla rottura con i partiti religiosi. Tutte le mediazioni su questo punto sono fallite e l’impuntatura dell’ex ministro è stata letta da molti osservatori come una “vendetta” nei confronti di Netanyahu.

Avigdor Liberman, seen as the linchpin for Netanyahu

Avigdor Liberman e Benjamin Netanyahu

Il premier punta ora a vincere ancora più nettamente le prossime elezioni per imporre il suo programma ai partiti minori. Ma dovrà fronteggiare ancora gli scandali e un possibile processo, anche se il Procurato generale ha rinviato tutto a ottobre.

Difficile capire se otterrà un risultato migliore del 9 aprile scorso, quando il Likud è arrivato a 36 seggi e l’ipotetica alleanza di centrodestra a 67.

(Stampa)

 

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