L’incredibile “annuncio
“Uccidere un israeliano per sabotare
la Conferenza-Shoà di Gerusalemme”

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La propaganda Fatah: le parole Movimento di Liberazione Nazionale Palestinese formano un mitra, che forma la consueta mappa dove Israele è cancellato dalla carta geografica

 Nel momento in cui più di quaranta leader mondiali stanno si apprestano a riunirsi questa settimana a Gerusalemme per commemorare il 75esimo anniversario della liberazione di Auschwitz nel quadro dell’evento “Ricordare la Shoà, combattere l’antisemitismo”, nell’Autorità Palestinese c’è chi esorta a impedire la cerimonia con la violenza, e con il beneplacito dei capi.

Il quotidiano ufficiale dell’Autorità Palestinese Al-Hayat Al-Jadida ha pubblicato un editoriale che esorta letteralmente a commettere un omicidio per bloccare la commemorazione. Vi si legge testualmente: “Uno sparo interromperà la cerimonia e un cadavere annullerà la cerimonia”.

Prima di invocare l’assassinio, il giornalista Yahya Rabah, editorialista fisso del quotidiano dall’Autorità Palestinese, critica la comunità internazionale colpevole di riconoscere che “l’Olocausto degli ebrei è terribile”, ma di accettare invece come “insignificante, bello, spettacolare e buono” quello che l’autore definisce “l’Olocausto palestinese tuttora in corso ad opera di Israele”.

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Rabah avverte: “Naturalmente i palestinesi non accetteranno mai questo equilibrio, e si può presumere che si opporranno alla cerimonia che si terrà nella stessa Gerusalemme, dato che Gerusalemme è loro”.

E aggiunge: “Uno sparo interromperà la cerimonia e un cadavere annullerà la cerimonia. Nonostante la miseria in cui versano gli arabi e il loro malcontento per ciò che accade, sono in grado almeno per un momento di non seguire ciò che Israele e America decidono per loro stabilendo chi devono essere i loro nemici e i loro amici”.

In breve, la soluzione che Rabah suggerisce per bloccare la commemorazione internazionale – e che il quotidiano ufficiale dell’Autorità Palestinese pubblica come editoriale – è di ricorrere all’assassinio.

(PMW palwatch.org, Jerusalem Post,Israelenet)

 

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