Linea dura con le badanti
La Corte Suprema: espulsione

epa07759609 Israeli born Filipino children attend a rally against the deportation of illegal foreign workers and thier children in Tel Aviv, Israel, 06 August 2019. The Israeli Population and Immigration Authority began the deportation of 100 families of illegal foreign workers from the Philippines, including their Israeli-born children. In Israel there are some 30 thousand Filipino foreign workers that are mainly employed as caregivers.  EPA/ABIR SULTAN

Rosemary e Rohan Peres

La Corte Suprema di Gerusalemme ha respinto la scorsa notte un appello presentato da una badante filippina contro la sua espulsione immediata assieme al figlio, che è nato 13 anni fa in Israele e parla solo ebraico. Secondo i media i due – Rosemary e Rohan Peres – sono stati fatti salire a bordo di un aereo in partenza, ma la donna (che lavora in Israele da 20 anni) ha opposto resistenza fisica. Madre e figlio sono stati allora riportati a terra e tenuti in una stazione di polizia vicino all’aeroporto. A quanto pare la loro espulsione dovrebbe essere imminente.

La vicenda è seguita con grande attenzione dall’opinione pubblica perché ordini di espulsione sono stati emessi nei confronti di decine di altre badanti delle Filippine che hanno partorito e cresciuto i loro figli in Israele, in quella che secondo le autorità rappresenta una infrazione dei loro contratti di lavoro. In difesa delle badanti – molte delle quali impiegate nella assistenza agli anziani – si sono mobilitate alcune ong, che hanno organizzato una manifestazione di protesta a Tel Aviv.

(Ansamed)

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(Ansamed)

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