L’insostenibile paura della realtà

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di Moshe Arens –

Alla richiesta di nominare la capitale di vari paesi, diverse persone avrebbero difficoltà a ricordare che la capitale del Canada è Ottawa e che la capitale dell’Australia è Canberra, ma ben pochi avrebbero difficoltà a ricordare che la capitale dello stato ebraico è, ovviamente, Gerusalemme. Allora, dove sta il problema se si riconosce esplicitamente questa ben nota realtà come ha fatto la settimana scorsa il presidente degli Stati Uniti? Chi è che non vuole che vengano proferite queste semplici parole? Chi è che si infuria quando le sente dire da altri? Chi è che trema di paura quando le sente pronunciare?

Moshe Arens

Moshe Arens

Gerusalemme è ufficialmente la capitale di Israele da 68 anni, ed è la capitale del popolo ebraico da tremila anni. Chi rifiuta di riconoscere Israele come stato nazionale del popolo ebraico non vuole riconoscere Gerusalemme come capitale del paese che vorrebbe spazzare via dall’esistente. E intanto nega ogni legame storico tra Gerusalemme e popolo ebraico.

Mahmoud Abbas (a sinistra) con Isma’il Haniyeh

Mahmoud Abbas con Isma’il Haniyeh

Lo fanno capi palestinesi ignoranti, che siano affiliati a Fatah o a Hamas. Lo fanno i nemici giurati di Israele a Teheran, gli ayatollah iraniani. Lo fanno i leader dei paesi che si rifiutano di avere relazioni diplomatiche con Israele. Non solo si rifiutano di riconoscere che Gerusalemme è la capitale di Israele, ma si infuriano quando sentono che qualcun altro la riconosce.

E che dire degli amici di Israele nelle capitali dell’Europa occidentale, che intrattengono rapporti diplomatici con Israele, i cui ambasciatori presentano le credenziali al presidente d’Israele a Gerusalemme e i cui leader parlano alla Knesset a Gerusalemme quando visitano Israele?

20 novembre 1977. Il presidente egiziano Anwar al-Sadat parla alla Knesset, a Gerusalemme

20 novembre 1977. Il presidente egiziano Anwar al-Sadat parla alla Knesset, a Gerusalemme

Perché non riconoscono che Gerusalemme è la capitale di Israele? Perché attaccano il presidente degli Stati Uniti quando dichiara che Gerusalemme è la capitale di Israele?

Tolto il velo dell’ipocrisia e della politica interna che influenzano il loro atteggiamento nei confronti di Israele, rimarrebbe solo il loro desiderio di promuovere la pace tra Israele e palestinesi.

Essi sono erroneamente convinti che il riconoscimento di Gerusalemme come capitale d’Israele sia una delle monete di scambio che devono essere messe sul tavolo, se e quando riprenderanno i negoziati tra Israele e palestinesi.

31 ottobre 2016. Il Presidente d’Italia Sergio Mattarella con il Presidente d’Israele Reuven Rivlin, a Gerusalemme

31 ottobre 2016. Il Presidente d’Italia Sergio Mattarella con il Presidente d’Israele Reuven Rivlin, a Gerusalemme

In altre parole, si aspettano che i palestinesi ottengano concessioni da Israele in cambio del riconoscimento che Gerusalemme è la capitale d’Israele. Ma se credono di dare ai palestinesi una forte carta negoziale, si sbagliano. In realtà mettono un ostacolo alla ripresa dei negoziati (che sono cessati da quando Barack Obama, entrando alla Casa Bianca, chiese che venissero fermate indistintamente tutte le attività di costruzione al di là delle linee armistiziali del 1949 pensando in questo modo di far avanzare il processo di pace). E forse prendono sul serio le bellicose dichiarazioni dei portavoce palestinesi e iraniani secondo i quali il riconoscimento americano che Gerusalemme è la capitale d’Israele farà precipitare la regione in una guerra mondiale.

I palestinesi, specialmente quelli che vivono a Gerusalemme est, sanno bene che Gerusalemme è la capitale di Israele. La maggioranza dei palestinesi di Gerusalemme est preferirebbe vivere sul versante israeliano del confine, a Gerusalemme, anziché in uno stato palestinese quando venisse istituito.

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Questi palestinesi non prendono sul serio i proclami del portavoce di Hamas secondo cui il riconoscimento americano di Gerusalemme come capitale d’Israele aprirà le porte dell’inferno, o l’appello dei capi palestinesi a tre “giornate dell’ira” cui far seguire un’intifada come finora non si era mai vista.

Sorprendentemente anche alcuni israeliani sembrano dolersi per il riconoscimento di Donald Trump di Gerusalemme come capitale d’Israele. È la loro antipatia per Trump che li rende critici verso qualsiasi cosa faccia o dica? O hanno sposato l’idea che il riconoscimento di Gerusalemme come capitale d’Israele debba attendere la conclusione positiva dei negoziati israelo-palestinesi, indipendentemente da quando ciò avverrà? Cioè, in altre parole, che il riconoscimento di Gerusalemme come capitale d’Israele debba restare in ostaggio della disponibilità palestinese ad arrivare a un accordo di pace con Israele: circostanza, questa, che potrebbe farsi attendere per un bel po’ di tempo.

(Ha’aretz,Israelenet)

 

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