L’irresistibile voglia di Israele 2/
Respirando l’aria del Gospel Trail

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di Luca Bergamin –

Il quaranta per cento di turisti in più, Israele sembra aver stregato gli italiani. Risultati che migliorano stagione dopo stagione e che hanno fatto dell’Italia il settimo mercato mondiale nel turismo verso Israele. Gli italiani che nel 2018 hanno scelto Israele per le loro vacanze sono stati 150.600 con un balzo record del 46 per cento sullo stesso mese del 2017.Risultati che diventano entusiasmanti quando si scopre che l’incremento nei primi sei mesi di quest’anno rispetto a quelli dell’anno scorso è di un ulteriore incremento 35 per cento, exploit straordinario che conferma come l’Italia si annoveri così tra i 5 mercati mondiali con il miglior trend di crescita. E’ tempo di vacanze ed allora It comincia un piccolo viaggio alla scoperta delle bellezze, dei tesori, della storia, della spiritualità, della magia di  Israele. Come quella che si respira lungo il Gospel Trail.

Luca Bergamin

Luca Bergamin

Una giovane donna le si avvicinò. Teneva in mano un termos e un bicchiere di carta e le chiese se voleva del tè…”. Ci si può davvero imbattere in David Grossman, o in un lettore dei suoi libri come Qualcuno con cui correre, camminando lungo il Gospel Trail e gli altri itinerari ispirati alle vicende bibliche e ai pellegrinaggi sacri che attraversano la Galilea, tappa anche dell’Israel Trail, il sentiero, in via di completamento, che, una volta terminato, collegherà Dan, al confine con il Libano, a Eilat, sul Mar Rosso, unendo i due lembi estremi di Israele dopo averlo attraversato per 1.500 chilometri (al momento ne sono percorribili 940).

La vetta del monte Arbel, nei pressi della città di Tiberiade

La vetta del monte Arbel, nei pressi della città di Tiberiade

Lo scrittore è uno dei tanti slow hiker, gli escursionisti a passo lento, che ogni anno, in più di centomila, si mettono in viaggio godendo la bellezza del paesaggio, la profondità degli incontri con i pellegrini, la bontà del cibo gustato nelle locande: dalla vegetariana shakshuka, a base di uova in salsa di pomodoro, all’hummus di ceci e tajna spalmato sulla pita, il pane tradizionale, sorseggiando quell’elisir di lunga vita che è il succo di melograno, spesso spremuto sulla porta di casa e offerto dagli abitanti dei villaggi ai viandanti stremati dal caldo.

Monte del Precipizio

Monte del Precipizio

Assaf Sharon viene da Haifa, città più a nord, ha stipato lo zaino di cartine e libri e, sulla sommità del Monte del Precipizio, a sudest di Nazareth, mostra il percorso sulla mappa della Galilea, terra bagnata dal fiume Giordano che forma poi il lago di Tiberiade. “Il Gospel Trail comincia proprio da questa montagna affacciata sulla piana di Esdrelon dove, secondo la tradizione cristiana, Gesù fu condotto per essere ucciso, ma riuscì a fuggire confondendosi tra la folla”, racconta questo geometra 55enne.

Israel national traill

Israel national traill

“Il sentiero termina a Cafarnao, sono 60 chilometri in tutto. Lungo i quali si scoprono i prodotti locali come il formaggio di capra fresco, che si acquista dai pastori palestinesi”.

Sul Monte del Precipizio, intorno alle rovine del monastero e dell’oratorio risalenti al IX secolo, ogni mattina c’è un gruppo di hiker, provenienti da tutto il mondo, che si passano i datteri come segno di benvenuto prima di partire.

Sono diretti a Nazareth, a due chilometri, la città dove l’arcangelo Gabriele avrebbe comunicato a Maria la sua maternità in quella che adesso è la basilica dell’Annunciazione, tempio su due livelli che ricalca il profilo della precedente cattedrale crociata.

Sefforis, antico capoluogo della Galilea

Sefforis, antico capoluogo della Galilea

Accanto, la chiesa di San Giuseppe sorge là dove vi sarebbe stata la falegnameria del padre di Gesù o forse, addirittura, la casa della Sacra Famiglia. Il frastuono della città araba d’Israele, con le motorette che rimbombano e i minareti che salmodiano, interrompe per alcuni attimi la pace di questo luogo di cui si prendono cura i francescani.

Basilica dell’Annunciazione

Basilica dell’Annunciazione

Come padre Carlo, che dopo aver rifocillato i pellegrini con miele, raccomanda di andare al sito archeologico di Sefforis: “È a nordovest e a sei chilometri da qui, sopra una collina che guarda la valle di Beit Netofa, tra le rovine di una sinagoga del VI secolo, si trova un mosaico bizantino magnifico, in cui sono rappresentati episodi biblici.

Ma bisogna andare piano per godere del paesaggio”. Non c’è ragione di affrettarsi e prima di riprendere il cammino si fa scorta, in uno dei forni accanto alla Basilica dell’Annunciazione, di pane di segale, perfetto con il miele, e baklava, dolce di zucchero e caramello.

(2. continua)

(Dove)

 

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