L’Islam radicale si batte
senza pagare  riscatti

Leah Sharibu, Asia Bibi, , Silvia Romano

di Giulio Meotti –

Silvia Romano è tornata in Italia dopo diciotto mesi di prigionia nelle mani degli islamisti di Shebab e ha fatto scalpore la sua conversione all’Islam. Trovo indegno l’attacco a una ragazza. Trovo altresì indegno un Islam radicale che lascia questo suo orrendo marchio fisico su una ragazza tenuta prigioniera in quanto italiana, occidentale e cristiana.

Giulio Meotti

Perché se Silvia fosse stata islamica non l’avrebbero rapita e non l’avrebbero costretta a tutto questo. Mi è tornata in mente Leah Sharibu, la ragazza nigeriana da due anni nelle mani dei terroristi islamici di Boko Haram.

Hanno liberato tutte le ragazze tranne lei. Come i suoi rapitori hanno detto ai genitori: “Si è rifiutata di convertirsi all’Islam, ha detto che non lo farà mai, ma finché non diventerà musulmana non sarà rilasciata”.

I guerriglieri islamisti di Shebab

E Asia Bibi, che se avesse accettato la conversione all’Islam avrebbe potuto lasciare molto prima il braccio della morte. Ecco, ogni vita innocente sfuggita a questi schiavisti, a questi portatori di morte, è una vittoria.

Ma la vittoria con la V passa dalla nostra battaglia contro un Islam radicale con il quale non è possibile scendere a patti o pagare riscatti.

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