L’Italia dei Ghetti

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di Giorgio Linda –

Non sono un critico letterario professionista, non sono imbeccato da alcun Editore né coinvolto in alcun Premio Letterario, sono semplicemente un lettore e da semplice lettore condividerò con voi le mie impressioni , positive o negative, su alcuni libri letti. E’ la volta di “Ghetti e giudecche”  – Anna Foa- Il Mulino

Giorgio Linda 2

Giorgio Linda

Per chi abbia una frequentazione anche sporadica e superficiale della saggistica storica di argomento ebraico , Anna Foa non ha bisogno di presentazione. Ha insegnato Storia Moderna nella Sapienza-Università di Roma ed è autrice di numerose , importanti pubblicazione fra cui basta citare la ampia e fondamentale Storia degli Ebrei in Europa.

L’agile e brillante Ghetti e Giudecche può sinteticamente essere definito come una guida affettuosa; esso è infatti un viaggio attraverso i luoghi più significativi dell’ebraismo italiano ; ineccepibile sotto il profilo della informazione storica, ma anche empatico e caloroso.

L’Autrice , ripercorrendo il fitto reticolo di ghetti e giudecche italiane, si propone di rendere edotto il lettore non ebreo di quanto capillare e vivace, ancorchè decisamente minoritaria, sia stata la presenxa degli Ebrei in Italia .

VENICE, ITALY: A view of "Ghetto Novo" square in the Jewish Ghetto of Venice. March 29th, 2016 will mark the 500th anniversary since the establishment of the Jewish Ghetto of Venice. ©Awakening/Xianpix

Ghetto di Venezia

“Parliamo cioè di una presenza percepita sia dagli ebrei sia dai cristiani come prossima , non aliena. I legami fra le città e gli ebrei che vi abitano sono stretti , anche nelle situazioni di presenza più precaria, come nelle comunità di prestatori regolate da condotte temporanee.”

Date queste premesse, Anna Foa descrive  quanto la storia degli ebrei sia intimamente e profondamente connessa a quella dell’Italia, anche quando di Italia tecnicamente non si poteva ancora parlare.

Ghetto di Roma

Ghetto di Roma

Le vicende delle diverse Comunità differiscono ovviamente fra loro, ma anche le stesse vicende della ghettizzazione sono diverse . Una diversità temporale, oltre che spaziale, con Ghetti di radicata esistenza ed altri che venivano creati quando già stavano per essere abbattuti i portoni di quelli che già esistevano. Così fra il Ghetto- rifugio di Venezia e il Ghetto-carcere di Roma o di Ancona si colloca tutta una gamma di situazioni. Un posto a parte lo occupa la presenza ebraica al Sud che passa bruscamente  da una vita commerciale e soprattutto culturale e religiosa intensa ad un silenzio plurisecolare.

Anna Foa

La Autrice sottolinea che questo viaggio, con tappe anche arbitrarie, nella geografia ebraica italiana significa ripercorrere le vicende dell’unica minoranza organizzata all’interno della società cristiana e sempre percepita e “accettata” come tale . Ma significa anche , in controluce, ripercorrere la storia della maggioranza. “ In Italia, nel cuore del Papato, non si sono mai conosciute le proclamazioni di uniformità religiosa che hanno accompagnato il consolidarsi delle monarchie, dell’Inghilterra alla Francia, dalla Spagna al Portogallo. (…) Non ci sono sostenitori della tolleranza religiosa in questa vicenda, i pochi che ci furono non guardavano agli ebrei e comunque furono tutti rapidamente eliminati. Non troviamo bianchi e neri, ma tante zone grigie.”

Storia del

Ghetto di Padova

Visitando i ghetti , si scopre anche che sono parte integrante e significativa dell’urbanistica locale tanto che , come sottolineano gli studi più recenti, è difficile individuare delle caratteristiche specifiche dell’architettura degli ebrei.

Si può discutere se ciò sia frutto, come alcuni sostengono, di un sostanziale indifferenza verso lo spazio di una cultura ancorata al tempo come quella ebraica o semplicemente l’effetto di una “architettura del riuso” pronta a servirsi di materiale preesistente e a mimetizzarsi con l’ambiente circostante. Senza contare che la vita precaria delle Condotte  non incoraggiava certo investimenti edilizi.

Jesi, storia e segreti dell'antico ghetto ebraico

Ghetto di Jesi

“Quanto incise- si chiede Anna Foà-  sull’esistenza delle Comunità la sicurezza della presenza la stabilità? Quanto furono segnati gli insediamenti degli ebrei italiani dalla durata della loro presenza?(…) E fra il ghetto e il libero insediamento, quale delle due forme abitative ha segnato di più l’identità degli ebrei e la loro storia? “

Per rispondere a queste e altre domande, l’Autrice prende in esame la storia , ma soprattutto  il vivere quotidiano di una decina di Comunità , dal Nord al Sud dell’Italia, descrivendone le peculiarità in una carrellata in cui-come già detto- il rigore dello Storico è riscaldato dall’empatia e, perché no?, anche dall’ironia.

 

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