L’Italia non è un paese di razzisti

Manifestazione contro il razzismo a seguito dell'omicidio del senegalese Idy Diene, Firenze, 10 marzo  2018  ANSA/MAURIZIO DEGLI' INNOCENTI

I reati d’odio sono diminuiti nel 2019 rispetto all’anno precedente, sono per la maggior parte di natura razzista, ma c’è anche una componente non secondaria di tipo omofobico o legata alla disabilità. Naturalmente anche un solo atto di razzismo è intollerabile, ma la situazione italiana da questo punto di vista è assolutamente migliore di quello che si registra negli altri grandi paesi europei, a cominciare dalla Francia che detiene l’odioso record continentale dei crimini di odio xenofobo.

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l fatto che questi episodi esecrabili non siano in crescita significa che non c’è una diffusione crescente, il che può favorire azioni pratiche e iniziative culturali volte a isolare i violenti, i discriminatori, i razzisti. Bisogna contrastare anche il tentativo dei razzisti di conseguire visibilità mediatica con atti eclatanti o con la profanazione di simboli religiosi o di lapidi commemorative.

Naturalmente è giusto riportare le notizie, ma sarebbe bene ricordare sempre che si tratta di gesti non solo ignobili ma isolati e che non attirano alcuna simpatia nella popolazione.

La legislazione penale è già abbastanza severa, forse si potrebbe fare di più sul piano delle indagini per individuare i centri di organizzazione e di propaganda dell’odio, razzista, omofobo o in qualsiasi modo discriminatorio. Chi pensa che per aumentare la necessaria vigilanza serve descrivere l’Italia come un paese in preda a un’ondata razzista di massa sbaglia due volte: in primo luogo perché sostiene il falso, in secondo luogo perché in questo modo gli sparuti gruppi di razzisti non sentono l’isolamento e la condanna pressoché generale della popolazione.

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Un altro tema su cui si può insistere è la reazione immediata alle espressioni di razzismo e di incitamento alla violenza: reagire, anche individualmente e immediatamente non è facile, ma chi lo fa deve sentire la solidarietà della società e dello stato.

La stragrande maggioranza degli italiani non è razzista, deve essere aiutata a diventare attivamente antirazzista, denunciare le espressioni di odio e di discriminazione, sempre nella certezza di essere ascoltata dalle autorità e dai tutori dell’ordine. Ci sono le condizioni per fare questo passo in avanti, quindi bisogna farlo.

 (Foglio)

 

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