Lo schiaffo di Finkielkraut
“La Commissione Segre
minaccia la libertà d’opinione”

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Alain Finkielkraut, filosofo francese di origine ebrea

di Federico Giuliani –

La Commissione Segre è una minaccia alla libertà di opinione, e a ribadirlo non è certo un estremista di destra. Altro che mezzo per contrastare odio, razzismo e antisemitismo. Secondo Alain Finkielkraut, filosofo francese di origine ebrea, la Commissione Segre è un vero e proprio bavaglio che obbliga i cittadini a non esprimere in nessun caso posizioni in contrasto con l’immigrazione. Vietato criticare, anche in modo razionale e costruttivo, un tema che deve essere semplicemente accolto così come viene proposto dall’alto, alla stregua di un dogma religioso.

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Federico Giuliani

La posizione di Finkielkraut, intervistato dal Corriere della Sera, non lascia indifferenti. Già, perché i genitori del filosofo furono deportati ad Auscwitz. Eppure, nonostante la Commissione Segre nasca ufficialmente per vigilare sui reati d’odio, compresi quelli contro gli ebrei, il rischio è che possa provocare un enorme controcircuito: “L’idea di istituire quella commissione ha provocato una legittima inquietudine. Con la scusa di lottare contro il razzismo, in Europa c’è la tendenza a stigmatizzare, se non addirittura criminalizzare, ogni cautela sull’immigrazione”.

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Liliana Segre

Certo, alcune precisazioni sono però doverose. Intanto Finkielkraut, pur stroncando l’utilità della Commissione Segre, non nega che in Europa siano ritornate scaglie di antisemitismo e che tale fenomeno debba essere combattuto senza se e senza ma. Inoltre, il pensatore francese ha espresso la sua solidarietà alla senatrice Segre per gli insulti subiti, definiti “atroci e ignobili”.

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Gli insulti antisemiti dai gilet gialli a Finkielkraut

Detto questo, Finkielkraut riparte in quarta, a difesa della libertà di espressione. Guai a strumentalizzare casi che nulla hanno a che fare con la difesa degli ebrei, confondendo il vero e pericoloso antisemitismo con semplici e legittime posizioni contrarie all’immigrazione: “Un errore usare questi terribili episodi per proibire ogni critica sull’immigrazione”.

Un esempio citato da Finkielkraut è il Patto di Marrakech, un accordo sottoscritto da diversi Paesi (Italia esclusa) sul Global Compact. Ovvero un piano globale nato ufficialmente per rendere l’immigrazione più ordinata, ma che in realtà la incoraggia e la fa apparire come un fenomeno benefico: “Questo patto comincia con inno all’immigrazione, stabilendo una specie di canone al quale i media devono conformarsi. Posso capire che in Italia qualcuno non veda di buon occhio una commissione fatta con lo stesso spirito del Patto di Marrakech”.

BERLIN, GERMANY - JANUARY 09: Worshippers, standing in front fo a stained-glass window, attend midday Friday prayers at the Turkish-speaking Sehitlik Mosque on January 9, 2015 in Berlin, Germany. The mosque's imam called the recent attacks by Islamic extremists against the satirical magazine Charlie Hebdo in Paris, in which 12 people were killed, a "crime against humanity." The Sehitlik Mosque has been among the most outspoken in Germany against the attacks. (Photo by Sean Gallup/Getty Images)

Finkielkraut “per difendere i musulmani, considerati i nuovi dannati della Terra, si attaccano gli ebrei”

In altre parole, chi non accetta la linea ufficiale proposta dall’alto, intrisa di politically correct, rischia di essere marchiato con varie etichette – da antisemita a odiatore – capaci pure di avere conseguenze penali. Riguardo, poi, l’antisemitismo, Finkielkraut fa un’ultima riflessione: “Non è più un volto del razzismo, ma una patologia dell’ antirazzismo: per difendere i musulmani, considerati i nuovi dannati della Terra, si attaccano gli ebrei”.

La posizione della sinistra europea è dunque intollerante e impedisce che qualcuno possa avere un pensiero contrapposto alla “linea ufficiale”. Anzi, come ha ben spiegato Finkielkraut, siamo di fronte a un paradosso: la sinistra vuole combattere l’antisemitismo ma in certi casi sta addirittura dalla parte degli odiatori, cioè degli estremisti musulmani.

(Giornale)

 

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