Lo sfregio della Sorbona
E lo sfregio
della marcia bianca

Un momento della Marcia bianca di Parigi contro l'antisemitismo per l'assassinio di Mireille Knoll, 28 marzo 2018. ANSA/PAOLO LEVI

Un momento della Marcia bianca di Parigi contro l’antisemitismo per l’assassinio di Mireille Knoll

di Gianpaolo Santoro –

E’ un’ondata inarrestabile. Un movimento di odio, antisemitismo, antisionismo. Si respira nell’aria: Parigi, la Francia intera ormai sono terra di intimidazioni e paura per gli ebrei. Di umiliazioni e sopraffazioni. E di sangue e di morte.

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Neanche  si erano ancora celebrati i funerali della povera Mireille Knoll che ecco esplodere l’ennesima violenza. E questa volta non il vigliacco attacco ad una povera anziana donna indifesa, o la minaccia (una pallottola di kalashnikov fatta trovare nella cassetta delle lettere) ad una famiglia ebraica di Seine-Saint-Denis, o il bullismo ad poco che più che bambino che aveva la kippah, o la scritta “Hitler aveva ragione, bisognava mettere tutti gli ebrei nei forni”, giusto per citare solo alcuni recenti casi di cronaca, no, questa volta, l’attacco è al sindacato studentesco ebreo francese che ha visto lo spazio che gestivano all’Università della Sorbona (quella dove scoppiò la scintilla del sessantotto) devastato, deturpato, sfregiato, vandalizzato. Mobili distrutti, parete imbrattate, scritte antisemita, uno tsunami d’odio, l’ultimo segnale, qualora ce ne fosse bisogno, che in Francia l’antisemitismo sta inesorabilmente crescendo ed alzando il tiro. Nel colpevole silenzio di tutti. E la Francia è solo la punta dell’iceberg di questa Europa nata morta.

epa06221742 Jean-Luc Melenchon (C), member of parliament for 'La France Insoumise' (France Unbowed) party and former French presidential candidate takes part in a demonstration against the French government's labor reforms in Paris, France, 23 September 2017. The rally marks the third day of protest against French President Emmanuel Macron's labor policies. EPA/YOAN VALAT

Jean-Luc Melenchon , costretto a lasciare il corteo per le contestazioni

Dopo il barbaro assassinio di Mireille Knoll, sono andati in scena i soliti rituali, l’appello degli intellettuali, i comunicati istituzionali, lo sdegno, la finta rabbia dei politici. C’è stata l’ennesima “marcia bianca” che doveva rappresentare il rifiuto della Francia intera a qualsiasi forma di razzismo, di antisemitismo. Solo che questa volta il corteo è stat caratterizzata da contestazioni e schiamazzi, bordate di fischi e di grida di disapprovazione: “buuuu”, “buuuu” proprio come quando senti gridare quei cretini allo stadio quando il pallone lo tocca un calciatore dalla pelle scura. Ma che cos’era successo, “ambasciatori” di Fatah o di Hamas o dell’Isis si erano uniti al corteo, una comunità del fantomatico Islam moderato avevano chiesto la parola per spiegare che loro non c’entra niente? Niete di tutto questo. A sfilare fra la gente c’erano Marine Le Pen,  presidente del Front National e Jean-Luc Melenchon, leader della sinistra radicale.

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Francis Kalifat

“Sia all’estrema destra sia all’estrema sinistra c’è una forte concentrazione di antisemiti” le parole di Francis Kalifat, presidente del Crif, il Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche, hanno assunto il peso di una sentenza. La Le Pen e Melenchon sono stati costretti ad abbandonare il corteo. Una vittoria o una sconfitta?

Già, perché siamo sicuri che sia questa la strategia per arginare lo tsunami di odio e antisemitismo? Il dramma è che ancora molti non hanno capito quali veramente sono i nostri nemici.

 

 

 

 

 

 

 

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Gianpaolo Santoro

Gianpaolo Santoro

Giornalista