L’odissea di Shuva

Shuva

di David Sinai –

Ci sono vicende che non finiscono mai. L’odissea di Shuva ancora non ha trovato la parola fine. La studentessa ridotta in fin di vita da nove pugnalate di un terrorista palestinese è stata nuovamente riportata al pronto soccorso del Rambam Hospital giovedì con febbre, mal di testa e mancanza di respiro

Shuva Malka, 18 anni, è stata riportata al pronto soccorso per essere rioperata

Shuva Malka con i suoi genitori, Gabi e Michal,

La povera Shuva , che dopo l’attentato è stata in coma per circa sette giorni è stata costretta a subire un’altra operazione per cercare di recuperare in pieno funzionamento  del polmone. Prima di entrare in sala operatoria, Shuva ed i suoi genitori, Gabi e Michal, hanno cantato insieme e pregato per il successo dell’operazione. Ed insieme a loro l’intero Paese. “Ci rafforza vedere e “sentire – ha detto Michal – il calore di Israele, un Paese stretto intorno a Shuva. Senti che non sei solo, capisci e che  non è solo tua figlia ad essere stata ferita, ma che la Nazione di Israele è stata ferita”.

Il terrorista che ha pugnalato Shuva, un musulmano arabo di 20 anni di Jenin, è stato incriminato per tentato omicidio terroristico e di diverse altri reati.

 

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