L’utopica strada della Pace
Quando Abu Mazen rifiutò
più terra di quella che chiedeva

Ehud Olmert e il presidente d e Mahmoud Abbas

L’allora primo ministri israeliano Ehud Olmert e il presidente dell’Autorità Palestinese Abu Mazen nel 2008

di Itamar Marcus, Nan Jacques Zilberdik

Mentre tutti attendono la pubblicazione del piano di pace americano, appare chiaro che nulla che gli Stati Uniti o Israele possano offrire sarà mai sufficiente. Lo dimostra il comportamento del capo dell’Autorità Palestinese nelle precedenti trattative di pace.

Basta considerare cosa ha detto alla tv dell’Autorità Palestinese il capo negoziatore palestinese, Saeb Erekat, che nel 2008 era personalmente presente ai negoziati tra l’allora primo ministro israeliano Ehud Olmert e il presidente palestinese Abu Mazen. In pratica, ha spiegato Erekat, Olmert aveva accettato le richieste ufficialmente espresse dall’Autorità Palestinese su tutte le questioni da definire per lo status finale. Aveva persino offerto ad Abu Mazen un territorio per lo stato palestinese un po’ più esteso dell’intera area di Cisgiordania e Gaza. Eppure Abu Mazen respinse anche quella offerta.

Saeb Erekat

Saeb Erekat

Erekat ha spiegato con precisione che l’area complessiva di Cisgiordania e striscia di Gaza, prima che nel 1967 cadessero sotto controllo israeliano, ammontava a 6.235 chilometri quadrati. Olmert offrì ad Abu Mazen un’area maggiore di quella, per un totale di 6.260 chilometri quadrati.

Durante i negoziati, Erekat dice che esortò Abu Mazen ad accettare l’offerta sottolineando che avrebbe potuto dire ai palestinesi: “Ho ottenuto più dei territori del 1967”. Ma Abu Mazen respinse il suggerimento di Erekat e l’offerta israeliana.

West_Bank_&_Gaza_Map_2007_(Settlements)

L’offerta di Olmert era altrettanto generosa anche per quanto riguarda la capitale d’Israele. Secondo Erekat, Olmert proponeva: “Ciò che è arabo sarà arabo (cioè palestinese ndr), e ciò che è ebraico sarà ebraico (cioè israeliano ndr)”.

Questa formula (già suggerita a suo tempo nei Parametri del presidente Usa Bill Clinton del dicembre 2000, ndr) avrebbe mantenuto sotto controllo palestinese la spianata sul Monte del Tempio, uno dei siti più sacri dell’ebraismo, con tutte le vaste implicazioni che ciò avrebbe comportato per gli ebrei e per la tradizione ebraica. L’Autorità Palestinese ha più volte affermato che non consentirebbe agli ebrei di accedere alla spianata del Monte del Tempio dal momento che considera la presenza ebraica stessa in qualsiasi parte di quell’area una “profanazione” della attigua moschea di Al-Aqsa. Ciononostante, anche questa offerta di Olmert non parve soddisfacente ad Abu Mazen.

epa03027865 An ultra orthodox jewish passes by a wooden bridge leading to the Al Aqsa Mosque compound, known by the Jews as the Temple Mount, seen in Jerusalem's Old city, 08 December 2011. Jerusalem City Engineer, Shlomo Eshkol, has issued an immediate order for the closure of the temporary Mugrabi Ramp and declared that it will be closed for use because the structure is a threat to public safety and highly flammable. An Islamic Temple Mount Waqf are strongly object to order for the closure of the Mugrabi Gate. EPA/ABIR SULTAN

Monte del Tempio

Grande fu la disponibilità di Olmert anche sul tema dei profughi. Secondo Erekat, l’allora primo ministro israeliano offrì di accogliere 150.000 profughi palestinesi nello stato d’Israele in un arco di tempo di 10 anni. Ma Abu Mazen rifiutò.

Non c’è da meravigliarsi che Abu Mazen abbia già ripetutamente annunciato che l’Autorità Palestinese respinge la proposta di pace dell’amministrazione Trump, vale a dire il cosiddetto “accordo del secolo” che non è stato ancora reso noto. Dal momento che Abu Mazen ha già respinto undici anni fa un’offerta di pace che comprendeva più del 100% della terra che egli stesso sostiene di rivendicare, è evidente che qualunque offerta futura, piano Trump compreso, non andrà mai oltre quel livello e dunque verrà respinta in partenza dal capo palestinese.

(jns.org)

 

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