Ma che cos’è diventata
Amnesty International?

July 23, 2015 - File - The White House is in the ''final stages'' of drafting a plan to close the controversial US military prison Guantanamo Bay, a spokesman has said. J. Earnest said the closure of the Cuban detention camp was a national security interest. It was one of the first directives President Obama ordered two months after he was elected in 2008. Inmates have slowly been transferred out and at the start of the year, 122 men were left. The peak population in 2003 was 684. Mr Earnest said the administration was 'in the final stages of drafting a plan to safely and responsibly (close) the prison at Guantanamo Bay and to present that to Congress.' Pictured: Jan. 11, 2002 - Taliban and al-Qaeda detainees sit in a holding area while being guarded by military police at Camp X-Ray at Naval Base Guantanamo Bay, Cuba, during in-processing. (Credit Image: � Shane T. Mccoy/MCT/ZUMAPRESS.com)

Secondo Amnesty International, gli “hotspot”, i centri che ospitano i migranti che arrivano in Italia, sono come i campi di concentramento. Questo è ciò che si apprende dal nuovo rapporto di Amnesty International, che accusa l’Italia niente meno che di “tortura” dei migranti. Nel report compare una sequenza di testimonianze, mai comprovate, che descrivono metodi degni di una giunta militare del Sud America.

meotti

Giulio Meotti

Il documento conferma l’accusa lanciata da Salmani Rushdie contro Amnesty International parlando di “bancarotta morale”.

Il Wall Street Journal ha aggiunto altre due accuse contro la famosa organizzazione non governativa (ong) occidentale: “Fervore antiamericano e confusione intellettuale”.

Salmani Rushdie

Salmani Rushdie

Nel nuovo rapporto di Amnesty International, un “testimone”, che si qualifica con il nome di “Adam”, parla di “una specie di pinza con tre estremità” con cui i poliziotti italiani gli hanno afferrato i testicoli. Prove? Referti medici che attestano le violenze? La versione dei poliziotti italiani? Sembra che non servano nel magnifico mondo di Amnesty International, dove una democrazia occidentale può essere tranquillamente accusata di “tortura” con “prove” deboli, inadeguate e non verificabili – uguali a molte accuse gravi mosse da Amnesty contro Israele. La polizia italiana e il ministero dell’Interno ha negato tutte le accuse, definendole ridicole.

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Antonio Marchesi

Già nel febbraio 2016, Antonio Marchesi, presidente della sezione italiana di Amnesty, aveva detto: “Chi, trovandosi in questo momento in Italia, abbia commesso atti di tortura può, nella grande maggioranza dei casi, dormire sonni tranquilli”. Un mese fa, Amnesty aveva diffuso un rapporto simile sui centri per migranti in Australia, un’altra democrazia tacciata di “tortura” da questa ong ormai molto degradata che nel 1977vinse l’oramai altamente degradato Premio Nobel per la Pace.

Il mondo ha un debito di riconoscenza verso Amnesty, che ha combattuto duramente per liberare i prigionieri politici detenuti dai regimi comunisti durante la Guerra fredda e quelli detenuti dal regime di apartheid in Sud Africa. Ma quei giorni sono finiti. Ora Amnesty continua a tradire il suo simbolo: la luce della sua piccola candela accesa, prigioniera tra le spire di un filo spinato.

Irene Khan

Irene Khan

Nel 2005, Irene Khan, l’allora segretario generale di Amnesty, ebbe a definire il carcere americano di Guantanamo “il Gulag del nostro tempo”. Ella paragonò i campi di lavoro forzato sovietici, dove in milioni morirono di fame, freddo e furono giustiziati, a una base militare americana in cui non è morto nessun prigioniero e che forse ha evitato che centinaia di civili innocenti saltassero per aria.

Sembra che Amnesty abbia voltato le spalle alla battaglia dei diritti umani in favore di un assurdo pregiudizio antioccidentale. Per questo il settimanale britannico The Economist  ha accusato Amnesty di “riservare più pagine agli abusi dei diritti umani in Gran Bretagna e Stati Uniti di quanti non ne dedichi a Bielorussia e Arabia Saudita”.

Questa è la stessa confusa equivalenza morale che probabilmente ha portato Amnesty a impiegare per gli “hotspot” italiani lo stesso linguaggio che usa per descrivere il carcere siriano di Saydnaya, gestito dal regime di Bashar el Assad.

Inmates, Guards at Camp X-Ray. Guantanamo Bay, Cuba. Owned and Provided by Miami Herald. Photographer Unknown.

Guantanamo

Se Guantanamo è il nuovo Gulag, perché non chiedere l’arresto del suo comandante in capo? È esattamente quello che Amnesty ha fatto due anni fa, rivolgendo al Canada la richiesta di arrestare George W Bush.

“Il Canada è obbligato ad arrestare e perseguire Bush per la sua responsabilità in crimini di diritto internazionale tra cui la tortura”, ha detto Susan Lee, direttore di Amnesty International America. Amnesty ha inoltre accusato Obama  di “crimini di guerra”. E la “guerra al terrore” intrapresa dall’Occidente? Secondo Amnesty, “semina paura “. Gli attacchi condotti dai droni americani? Sono “crimini di guerra”.

FILE - This April 11, 2011 file photo shows attorney Alan Dershowitz at a hotel in Kiev, Ukraine, where he was preparing to defend former Ukrainian president Leonid Kuchma, who was accused in the murder of an investigative journalist more than 10 years ago. The papers of the prominent lawyer and author are now available to researchers at Dershowitz's alma mater, Brooklyn College. Dershowitz donated his papers to Brooklyn College rather than Harvard, where he is a professor. (AP Photo/Sergei Chuzavkov, File)

Alan Dershowitz

La ong ha inoltre accusato Israele di “crimini di guerra”. Alan Dershowitz riassume la definizione data da Amnesty dei “crimini di guerra” di Israele dicendo: “Qualsiasi cosa faccia Israele per difendere i propri cittadini”.

Un report di Ngo Monitor ha circostanziato “ripetuti esempi di ‘guerra giuridica’ da parte di Amnesty: le lacune sistematiche nel segnalare gli abusi dei diritti umani; la comprensione limitata di un conflitto armato che spinge ad affermazioni erronee e analisi errate; e la violazione dell’universalità dei diritti umani, nonché un costante pregiudizio istituzionalizzato contro Israele applicando due pesi e due misure”. Ci sono anche dirigenti di Amnesty che hanno definito lo Stato ebraico “uno stato feccia “.

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Claudio Cordone

In nome della “tutela dei diritti umani”, Amnesty International ha inoltre giustificato l’estremismo islamico. Il segretario generale di Amnesty, Claudio Cordone , ha detto che il “jihad difensivo” non è “antitetico” alla battaglia per i diritti umani. Lo disse in risposta a una petizione sul rapporto di Amnesty con Cage (ex CagePrisoners), la ong fondata dal fondamentalista islamico Moazzam Beg e che si batte per il rilascio di conclamati jihadisti.

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Karima Bennoune,

Una dirigente di spicco di Amnesty, Karima Bennoune, autrice di un libro dal titolo “Your fatwa does not apply here”, ha scritto: “Durante i miei anni ad Amnesty International condivisi le sue preoccupazioni sulla tortura in Algeria, ma non potevo comprendere la risposta dell’organizzazione alla violenza dei gruppi fondamentalisti”.

E la Bennoune non è la prima dirigente della ong che ha criticato la sua stessa organizzazione. Amnesty sospese anche Gita Sahgal per aver espresso alcune preoccupazioni. “Apparire assieme al più famoso sostenitore britannico dei talebani, trattandolo come un difensore dei diritti umani, è un grosso errore”, ella scrisse.

Boris Pasternak with Olga Ivinskaya and her daughter, Irina Emelyanova, 1957

Olga Ivinskaya e Boris Pasternak

C’è stato un tempo in cui Amnesty International difendeva le vittime della repressione ideologica, come la moglie dello scrittore sovietico Boris Pasternak, Olga Ivinskaya, che passò anni agli arresti e fu perseguitata per il rifiuto del marito di inchinarsi al Cremlino. Ora, il Times of London ha documentato i legami esistenti tra i dirigenti di Amnesty e gli islamisti.

Oggi, a quanto pare Amnesty considera la libertà di espressione qualcosa da usare con “responsabilità”, come affermò l’organizzazione durante la crisi scatenata dalle vignette su Maometto. libertà di parola è il diritto di dire quello che si vuole, su qualsiasi argomento e ogni volta che si vuole? No, secondo Amnesty International, un gruppo di vigilanza che oggi ammonisce i grandi dissidenti sovietici di scrivere con “responsabilità”.

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Krystan Benedict,

Amnesty ha patrocinato una manifestazione a Bruxelles, dove gli oratori islamisti hanno celebrato gli attacchi dell’11 settembre, negato l’Olocausto e demonizzato i gay e gli ebrei. Prima ancora, Amnesty si era rifiutata di punire Krystan Benedict, responsabile britannico del gruppo, che aveva twittato: “La risposta del regime israeliano al nostro rapporto su Gaza: Amnesty è ‘uno strumento di propaganda a servizio di Hamas e altri gruppi terroristici'(#JSIL?)”.

L’hashtag “#JSIL” è usato su Twitter per paragonare Israele all’organizzazione terroristica dello Stato islamico, rimpiazzando “islamico” con “ebraico” nell’acronimo comune del gruppo, ISIL.

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Bassem Tamimi

Amnesty ha inoltre patrocinato un giro di conferenze di Bassem Tamimi, un attivista palestinese che promuove le teorie del complotto antisemite.

Visti i precedenti, è quanto meno lecito dubitare che la polizia e le autorità italiane siano in combutta per “torturare” i migranti che hanno così generosamente salvato in mare da oltre due anni.

Qualcuno negli “establishment dei diritti umani” occidentali ha oltrepassato la linea rossa che separa la difesa dei diritti umani, anche per i terroristi, dalla complicità e dalla collusione con le idee totalitarie repressive.

  *giornalista de il Foglio e scrittore 

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