“Ma come fa l’Europa a stare
con Hamas e i robot della morte?”

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di Gerardo Verolino –

Negli anni Ottanta il nemico dell’Occidente si chiamava Comunismo. E la guerra che all’epoca denominavamo come “fredda” fu vinta dall’Occidente democratico e liberale grazie al concorso e alla collaborazione di tutte le componenti in campo. Un compatto fronte politico che, dall’Europa fino alle sponde americane parlava una sola voce. L’Inghilterra conservatrice ma anche la Francia socialista o l’Italia democristiana, la Germania del popolarismo di Kohl come il Giappone di Nakasone formavano un fronte politico compatto non  solo con gli Stati Uniti d’America, ma anche col Canada e, soprattutto, con la Chiesa di Giovanni Paolo II, una vera macchina da guerra, si creò una “Alliance Sacrée” solida che vinse la Grande Peste sviluppatasi  nei territori ‘Europa dell’Est e in tutto il blocco sovietico  contro cui si contrapponeva. 

Gerardo Verdolino

Gerardo Verdolino

Oggi il grande Male è l’Islamismo, che dall’11 Settembre 2011 in poi ha ingaggiato un guerra santa contro l’Occidente ma che, a differenza degli anni Ottanta, nei nostri anni Duemila, combatte con un fronte sfilacciato, dove ognuno parla la propria lingua, e, dove le opinioni pubbliche dei nostri Paesi paiono disorientate o, addirittura, complici del nemico.

La Chiesa di Woityla che formava un esercito di difensori della fede contro l’ateismo comunista non è quella di Bergoglio che punta all’integrazione col suo diretto concorrente (politico e religioso) e in qualche caso all’acquiescenza, se non alla terribile parole che riecheggia, sinistra, in questi anni: alla  sottomissione.

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Magdi Cristiano Allam

C’è un piccolo grande uomo che, da sempre, tuona contro i pericoli che corre l’Occidente secolarizzato, quando accetta supinamente i dettami di una religione non di pace ma di odio qual è l’Islamismo, Magdi Cristiano Allam (egiziano e musulmano di nascita, ma cristiano e italiano per scelta nonchè giornalista di successo essendo stato anche vice-direttore del “Corriere della sera” e, fra le altre cose parlamentare europeo) come  prima di lui un’altra grande donna, Oriana Fallaci, ci mette in guardia dai rischi che corriamo dall’abbracciare una religione perniciosa e distruttiva. “Nelle Moschee ci sono i predicatori d’odio-mi dice Magdi Cristiano Allam-che indottrinano le persone sistematicamente ad ammazzare gli infedeli”.

Law enforcement officials work following an explosion near New York's Times Square on Monday, Dec. 11, 2017, in New York. Police said a man with a pipe bomb strapped to him set off the crude device in an underground passageway under 42nd Street between Seventh and Eighth Avenues. (ANSA/AP Photo/Andres Kudacki)

New York, l’ultimo attentato terroristico

Mentre parliamo giunge notizia dell’attentato di un cittadino del Bangladesh nella metropolitana di New York. “Il guaio è che ci stiamo abituando a queste notizie. Il fatto che chiunque, un giorno, esca di casa imbottito d’esplosivo per compiere una strage ci lascia quasi indifferenti. Registriamo l’accaduto. Ne parliamo per un paio di giorni e poi si fa finta di nulla. Facciamo come gli struzzi, Guardiamo in superficie. Si dà la caccia a singole persone che sono solo la punta dell’iceberg. Queste persone che talvolta vengono arrestate o vengono espulse come succede in Italia. Ma si ha paura o non si vuole guardare la realtà dell’iceberg che parte dai predicatori d’odio di violenza di morte di cui parlavo prima” .

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Ma dove si formano? “Nei siti internet o nelle moschee, è da questi luoghi che  i predicatori d’odio praticano un lavaggio del cervello sistematico.  Così vengono formate schiere di robot della morte che agiscono solo con quello scopo: ammazzare. Con un sorriso sulle labbra ci dicono:  così come voi amate  la vita noi amano la morte. La loro massima aspirazione è quella di morire dopo aver ucciso il maggior numero possibile di nemici dell’Islam”.

Allam conferma che noi siamo in guerra con l’Islam: “E’, a tutti gli effetti una guerra-dice-autoctona ed endogena. Gli attentatori, oggi, sono di fatto cittadini europei che all’interno dei loro Paesi d’adozione massacrano gli altri cittadini considerati come nemici”.

Per vincere contro l’Islam, Allam propone di combattere non tanto i piccoli attentatori che sono la fase finale della filiera d’odio, ma i catechizzatori, i cattivi maestri, che sono all’origine di tutto:”Bisogna avere l’onestà intellettuale di Oriana Fallaci di affermare che il male è nel radicalismo islamico”.

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L’Islam è il male. “Lo prescrive Allah nel Corano attraverso Maometto di cui la maggioranza dei musulmani, in realtà sa poco o nulla. Ma noi occidentali che tolleriamo, in nome della libertà d’espressione, ogni cosa anche la più irriverente contro noi stessi, siamo poi timorosi quando si parla d’Islam”. Abbiamo paura di criticare Maometto o Allah o la sharia, la legge islamica”. E ci comportiamo pavidamente come sta avvenendo in questi giorni da parte dell’Europa nei confronti di Israele: “Gerusalmme è la capitale d’Israele da sempre. Perché non riconoscerlo onestamente? Lo è stata tremila anni fa quando era capitale del Regno d’Israele. Lo era quando il 15 Maggio del 1948 David Ben Gurion annunciò la nascita dello Stato d’Israele conformemente con la risoluzione 181 delle Nazioni Unite. Quello che è sconvolgente è che il resto del Mondo non lo faccia. Sarebbe come disconoscere che Roma sia la capitale dell’Italia”.

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Hamas

Ma a preoccupare Allam è che  il fronte che si è creato all’interno dell’Unione europea “si ritrova sulle stesse posizioni di Hamas e dei fomentatori d’odio. Non si capisce come facciano a stare  Stati che si definiscono democratici, come i francesi, nello stesso fronte dei terroristi”. E quindi che giudizio dare della presa di posizione della Mogherini? “La signora non merita neanche di  essere menzionata…” taglia corto Magdi. “L’Unione europea è una realtà inconsistente” aggiunge.

Papa Francesco durante il suo discorso alla Fao, in occasione della Giornata mondiale della alimentazione, "Cambiare il futuro della migrazione. Investire nella sicurezza alimentare e nello sviluppo rurale", Roma, 16 ottobre 2017. ANSA/ANGELO CARCONI

Papa Francesco

E riguardo alla dichiarazione di Papa Bergoglio sullo status quo da mantenere per  Gerusalemme “ma Papa Francesco non sa di cosa parla. Gerusalemme è la capitale dello Stato d’Israele. Se Papa Francesco fa riferimento al fatto che nella risoluzione 181 del 1947 si contempla uno statuto internazionale per la città di Gerusalemme dovrebbe sapere che questo non si è attuato per l’opposizione degli Stati arabi che, da subito mossero guerra ad Israele, rifiutando quella risoluzione, perché disconoscono il diritto d’Israele ad esistere. Ma poi di cosa parliamo? Non è mai esistito un popolo o uno  Stato palestinese. Nella storia non si ha notizia”.

 Al Sisi

Al Sisi

E quando gli chiediamo della “strana” posizione di Al Sisi, in genere su posizioni filo-americane, che si è unito al coro dei critici verso la scelta di Trump  di spostare l’ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme, Allam dice che “deve barcamenarsi per non scontentare la parte di popolazione di fede musulmana”. Ma non è l’Egitto a preoccupare il giornalista quanto Hamas che, nell’eventuale reazione dell’esercito israeliano ai missili che le vengono scagliati “sfrutterà la macabra contabilità delle vittime per far passare Israele come uno Stato criminale”.

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