Mélenchon, l’antisemita
che rispolvera il “deicidio ebraico”.

Jean-Luc Mélenchon

di Carlo Breme –

Jean-Luc Mélenchon, il fondatore del partito socialista democratico La France Insoumise (Francia non sottomessa) e membro dell’Assemblea nazionale per il 4 ° collegio elettorale delle Bocche del Rodano, è stato accusato dal Centro Simon Wiesenthal per aver parlato di deicidio ebraico. Il concetto di deicidio ebraico si riferisce alla convinzione che il popolo ebraico sia collettivamente responsabile della morte di Gesù. La credenza è stata in gran parte ripudiata dalla maggior parte delle autorità religiose cristiane dalla fine della seconda guerra mondiale e dopo l’Olocausto.

In un’intervista sul canale televisivo francese BFM-RTL, Mélenchon ha dichiarato, in risposta a una domanda sulle tattiche della polizia in caso di violente proteste in Francia, che hanno bisogno di “essere messi come Gesù in croce senza reagire, quel Gesù che fu messo lì dal suo stesso popolo (ebreo) “.

Shimon Samuels

Dura la risposta di Shimon Samuels, direttore delle relazioni internazionali del centro Wiesenthal, ha osservato la storia del concetto di deicidio ebraico: “la reiterata accusa di deicidio ha provocato pogrom, torture e esecuzione di comunità ebraiche Le sue immagini alimentarono violenze in tutta Europa, culminando nell’Olocausto nazista. L’accusa di deicidio furono condannate dall’enciclica papale Nostra Aetate nel 1965 …. Ma, evidentemente Melenchon non lo sa o finge di non saperlo…”

“Del resto – ha continuato Samuels – Melenchon è come  un Corbyn francese visto  con le sue partecipazioni a manifestazioni pro-palestinesi e anti-israeliane, accusando la leadership della comunità ebraica francese (CRIF) di settarismo aggressivo e intromissioni in politica…”

 

 

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