Mossad, operazione compiuta

Dalle prime ore dell’emergenza Covid19, Israele ha dovuto far fronte al problema degli approvvigionamenti. Un piccolo paese, in larga parte dipendente da forniture estere, Israele ha dovuto fronteggiare una fortissima competizione globale per garantire ai propri cittadini respiratori, mascherine, guanti e tutto il resto. Una sfida logistica enorme, una gara contro il tempo “contro” paesi più grandi e più ricchi.

Yossi Cohen

È qui che il PM Netanyahu capisce che l’importanza della questione rende necessario l’utilizzo di ogni strumento di cui il paese è dotato e così nomina Yossi Cohen, il Capo del Mossad, alla testa della task-force per gli approvvigionamenti. Ed il Mossad, si sa, non scherza.

Ora in un altro passo significativo verso la normalizzazione, il Mossad “riconsegna” al Ministero della Sanità la direzione della task-force per gli approvvigionamenti, chiudendo un’altra pagina epica della sua storia. Fonti informate dei fatti descrivono le operazioni svolte come tra le più complesse mai svolte dalla celebre organizzazione di Intelligence.

Ynet rivela in esclusiva questa mattina la portata dei risultati ottenuti. 1.300 respiratori (più 4.700 in arrivo), 3.740 respiratori made in Israel entro luglio, 80 milioni di mascherine chirurgiche (142 milioni in arrivo), 1,3 milioni di mascherine N95 (più 14 milioni in arrivo) 180 milioni di guanti, 7 milioni di occhiali protettivi, 2 milioni di test covid19, 33 tonnellate di materiali disinfettanti e milioni di medicinali di diverso tipo.

 

Parte dei materiali sembra arrivino da paesi con i quali Israele non ha rapporti diplomatici, altri sono stati ottenuti con operazioni clandestine, altri ancora comprati sotto mentite spoglie. Le operazioni hanno scatenato la curiosità dei media di mezzo mondo. Chissà se prima o poi non ne esca un film di spionaggio.

(Corriere Israeliano)

 

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