Muro contro Muro

Ebrei in preghiera al Kotel (Muro del pianto) fotografati da Mendel Diness nel 1859

Ebrei in preghiera al Kotel (Muro del pianto) fotografati da Mendel Diness nel 1859

I palestinesi hanno respinto sabato la posizione dell’amministrazione Trump secondo cui il Muro Occidentale (del pianto) è destinato a rimanere parte di Israele in un futuro accordo di pace. “I palestinesi non accetteranno nessuna modifica al confine di Gerusalemme est del ‘67” ha dichiarato Nabil Abu Rudeineh, portavoce del presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen), facendo riferimento a quello che in realtà non è mai stato un confine, bensì una linea armistiziale provvisoria che divideva in due parti la città fra il 1949 e il 1967 a causa dell’occupazione giordana della parte orientale.

Donald Trump im meditazione al Muro del Pianto lunedì pomeriggio

Donald Trump im meditazione al Muro del Pianto

In vista dell’imminente visita in Israele del vicepresidente Usa Mike Pence, un alto funzionario dell’amministrazione Trump ha detto venerdì scorso che l’amministrazione americana non può immaginare una situazione in cui il Muro Occidentale non faccia parte di Israele in un futuro accordo di pace.

Parlando in conferenza stampa, il funzionario ha ribadito che i confini definitivi della sovranità a Gerusalemme dovranno essere decisi mediante negoziati diretti fra israeliani e palestinesi, ed ha aggiunto: “Osserviamo che non possiamo immaginare che Israele firmi un accordo di pace che non includa il Muro Occidentale”. Mike Pence dovrebbe arrivare in Israele mercoledì sera. I rappresentanti dell’Autorità Palestinese hanno annunciato che non intendono incontrare Pence né i mediatori americani a causa dell’annuncio di Trump che Washington riconosce Gerusalemme come capitale di Israele.

(Ha’aretz, Israelenet)

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