Musulmano in un giorno. Convertito con un clic

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  di Domenico Ferrara –

«La ilaha illa Allah, Muhammad rasul Allah». È l’apriti sesamo dell’Islam. Mi è bastato pronunciare questa frase in arabo (che significa «non esiste vero dio che ha il diritto di essere adorato tranne che Allah e Muhammed è il suo profeta») per entrare nel regno di Allah.

Domenico Ferrara

Domenico Ferrara

Da 24 ore sono musulmano. Mi sono convertito con un clic. Tutto è avvenuto in pochi istanti e attraverso un sito web, www.islamreligion.com. Una voce registrata ripete con tono salmodiante la Shadada, la testimonianza di fede, per evitare che il neo adepto possa sbagliare la pronuncia. C’è anche una sorta di centralino disposto a chiamarti o a parlarti via chat per risolvere ogni perplessità.

E così prima ho parlato con Dina e poi con Shannon. Entrambe dicono di vivere in Egitto e si congratulano con me per aver abbracciato il Corano. Mi sento un po’ spaesato.

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Davvero basta un leggero colpo di indice sul mouse per definirmi un musulmano? «Se hai pronunciato la testimonianza di fede con convinzione mentre lo facevi, allora sì», mi assicura Dina – per essere un musulmano, devi anche credere che il Corano sia la parola di Allah, nella resurrezione e non adorare niente e nessuno tranne Allah. Credi in tutto questo?». «Sì», rispondo titubando. E lei: «Congratulazioni, adesso sei un musulmano».

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Non serve andare in una moschea, perché «la conversione è una cosa tra te e Allah». Dovrò andarci per capire quando iniziare il mio Ramadan. I primi dubbi mi assalgono e da quella paura che unisce la parola islam al jihadismo. Per fortuna ricevo una condanna netta: «Il terrorismo è vietato dal Corano». Rincuorato, passo ai problemi quotidiani. La mia fidanzata è cattolica, devo cambiare il modo di stare insieme a lei? «Dovresti, perché l’Islam permette solo le relazioni matrimoniali. Quindi o interrompi la relazione o la sposi». Panico. Meglio provare a convertirla all’islam, dunque. «Puoi iniziare parlandole dell’Islam, spiegandole quello in cui crediamo, alla fine abbiamo molto in comune».

Sesso con lei? Neanche a parlarne. «È il peggior peccato. Ora sei musulmano, devi iniziare una nuova pagina». Una volta convolati a nozze invece nessun impedimento. Anzi, «ogni uomo può sposare fino a quattro donne, ma solo se le tratta bene». Devo smettere di fumare «perché fa male alla salute ed è per questo che l’Islam lo proibisce». Devo smettere di bere «perché l’alcol è una delle principali cause di molti crimini».

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Svuoto il portacenere e il frigorifero. E vado pure in bianco. La conversazione si interrompe. Subentra Shannon. Mi dice che devo indossare vestiti larghi che coprano dall’ombelico al ginocchio e che devo farmi crescere la barba. Torno al rapporto con la mia fidanzata. «Se non puoi sposarla, è meglio interrompere la relazione fino al matrimonio. Dovresti insegnarle l’Islam, così magari un giorno si convertirà pure lei. Ma non puoi stare con lei, altrimenti commetti peccato». Le spiego che ama la discoteca, bere con le amiche e indossare gonne. Iniziano i guai.

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Shannon è categorica: «Nessun uomo musulmano sarebbe rimasto con una donna che fa queste cose, perché sono tutte cose immorali, quindi se non cambia, la gente può pensare che anche tu sia immorale, è sempre meglio che lei si converta». E se la convincessi a farlo? «Allora, una volta musulmana, lei dovrebbe smettere di fare queste cose peccaminose. Deve lasciar scoperte solo faccia e mani, indossare burkini in spiaggia, mangiare cibi halal. Non dovrete baciarvi in pubblico, perché è una cosa privata».

Le dico che lei lavora in hotel e le chiedo di eventuali ostacoli: «Non può servire alcol o cibi vietati, deve limitare allo stretto indispensabili le interazioni con i colleghi non musulmani». Poi, sentendomi piuttosto scettico, mi inviano delle guide sul perfetto musulmano e sui precetti da seguire. Le prometto che mi informerò meglio. Mi congeda: «Asalam alaikum», che la pace sia con te». Con un clic stavo per perdere la mia ragazza. E le mie libertà.

(il Giornale)

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