Muti suona l’Hatikvà
ed incanta Tel Aviv

(FILE) A file picture dated 18 September 2004 shows Italian conductor Riccardo Muti performing with the Orchestra Fiharmonica Della Scala from Milan at the Lucerne Festival Academy, in Lucerne, Switzerland. Muti will celebrate his 75th anniversary on 28 July 2016. EPA/SIGI TISCHLER

di Massimo Lomonaco –

 Riccardo Muti e l’Orchestra Filarmonica di Israele hanno incantato ieri sera il pubblico di Tel Aviv che ha tributato al Maestro una standing ovation prolungata e ammirata. La stessa che 80 anni fa, il 26 dicembre, gli appassionati riservarono ad Arturo Toscanini che venne  a dirigere gratuitamente la neonata Filarmonica composta di musicisti ebrei in fuga dal Vecchio Continente.

Riccardo Muti torna a Ravenna, sua città d?adozione, per il primo concerto in Italia del 2016 dopo mesi di intense tournée negli Stati Uniti, in Oriente (Tokyo, Pechino, Shanghai, Taipei, Seul) e in Europa (Parigi, Stoccolma, in agosto sarà al Festival di Salisburgo per l?appuntamento che si rinnova ininterrottamente da 45 anni). Sabato 4 giugno, ore 21 al Pala de Andrè, Muti salirà infatti sul podio della ?sua? Orchestra Cherubini per il primo dei tre appuntamenti che lo vedranno protagonista quest?anno al Ravenna Festival (gli unici in Italia) con un programma di grande impatto emotivo che è la quintessenza dello stile classico: dopo l?Ouverture ?Coriolano? di Beethoven, due pilastri del sinfonismo classico-romantico come la struggente Ottava in si minore D 759 ?Incompiuta? di Schubert e la titanica Quinta Sinfonia in do minore op. 67 di Beethoven.

E non è un caso che per questo anniversario Muti abbia riproposto le stesse opere che guidò in quello storico evento Toscanini, fiero avversario delle dittature italiana e tedesca. Un concerto che lo stesso Muti, in una lettera pubblicata alcuni giorni fa sul Corsera, ha definito ‘contro tutti i fascismi’ in un mondo che “desideriamo di pace e fratellanza tra tutti i popoli”. Alla fine dell’emozionante direzione Muti ha eseguito come “piccola sorpresa” l’Hatikvà, l’inno nazionale israeliano, ricordando Toscanini e il suo impegno contro le dittature. “E’ un grande onore per me – ha detto rivolto al pubblico – essere stato chiamato a dirigere questo concerto. Israele, che io amo, è importante per il mondo e la Filarmonica è il suo ambasciatore.”

Poco prima dal podio aveva diretto con piglio e intensità fantastici la Sinfonia da ‘La Scala di Seta di Gioacchino Rossini, la ‘Seconda Sinfonia’ di Johannes Brahms, la ‘Sinfonia Incompiuta ‘ di Franz Schubert, il Notturno e Scherzo dal ‘Sogno di una notte di mezza estate di Felix Mendelssohn e l’Overture da ‘Oberon’ di Carl Maria von Weber. Le stesse musiche dirette da Toscanini e che gli sono state chieste – come ha raccontato – dai musicisti della Filarmonica in onore dei loro colleghi di quell’epoca terribile.

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Richiamato sul palco da un pubblico entusiasta, Muti ha concesso il bis per poi regalare al gremitissimo Auditorium Bronfman – sede dell’Orchestra in una delle piazze più belle della città – la sua “sorpresa”. Il concerto – Muti già fu protagonista dei 70 anni della Filarmonica – è stato così l’apertura di una serie di eventi musicali in onore dell’80/o anniversario dell’Orchestra che si succederanno per tutto il restante mese di dicembre. E tra questi il concerto del 26 diretto da Zubin Mehta che della compagine è il direttore musicale. Ma stasera il palco è stato solo di Riccardo Muti e della sua grande arte.

(ANSAmed)

 

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