Il “Palabimbo” De Simone
In ricordo del piccolo ebreo
usato come cavia dai nazisti

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Da oggi il Palabimbo dell’ospedale pediatrico Santobono di Napoli è intitolato alla memoria di Sergio De Simone, bimbo ebreo napoletano ucciso dai nazisti il 20 aprile 1945 dopo essere stato usato – unico bimbo italiano – come cavia per esperimenti in un campo di concentramento ad Amburgo con altri 19 bambini.

A raccontare la tragica storia di Sergio, il fratello Mario De Simone, nato dopo la guerra. «Da diversi anni – ha detto De Simone – porto la storia di mio fratello nelle scuole perché è necessario che i ragazzi, uomini di domani, abbiano ben impresso nella loro testa quanto è accaduto, le atrocità che sono state commesse su persone e bambini inermi la cui unica colpa è stata di essere di religione ebraica». De Simone ha anche sottolineato l’importanza dell’intitolazione del Palabimbo a suo fratello perché «Sergio è stato ucciso da medici, da pediatri ma i pediatri sono coloro che curano, si occupano della salute dei bambini. Non li ammazzano».

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Il piccolo Sergio De SImone con la mamma

Tanta la commozione durante il tragico racconto della fine del piccolo Sergio e durante la cerimonia di svelamento della targa a cui è seguita la piantumazione di un ulivo nel piccolo giardino della memoria dell’ospedale pediatrico. «La scienza – ha affermato la direttrice generale del Santobono, Annamaria Minicucci – non dovrà mai più essere crudele né criminale. Noi ci battiamo ogni giorno affinché i bimbi abbiano le cure migliori». Alla cerimonia ha partecipato anche l’Arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, che ha sottolineato che «ricordare è fondamentale per la coscienza dell’umanità e per la crescita dei giovani. Fare memoria viva di episodi così disumani significa imparare a vivere con quelli che sono i valori fondamentali per la crescita umana e sociale affinché non si ripeta mai più una simile atrocità».

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Ariel Finzi

Il Rabbino della Comunità ebraica di Napoli, Ariel Finzi  ha ricordato come le deportazioni, i campi di sterminio, i forni sono stati la conseguenza «di un vero e proprio piano industriale per realizzare un preciso disegno secondo cui il mondo sarebbe stato migliore senza gli ebrei. Oggi bisogna essere consci di tutto ciò per impedire che simili tragedie si ripetano per gli ebrei e per altri». In sala anche Paolo Petralia, presidente dell’Associazione Ospedali pediatrici italiani e direttore generale del Gaslini di Genova, ed Enrico Coscioni, consigliere per la Sanità del presidente della Regione Campania che ha contrapposto «la barbarie di quei medici macellai ai medici che fanno della deontologia e dell’impegno per la cura il loro unico credo».

(Ansa)

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