“Ne prendiamo due al prezzo di uno”

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di Giuseppe Sarcina –

«II nobile popolo dell’Iran, che ama l’America, merita un governo che sia più interessato a sostenerne i sogni che a ucciderne i cittadini….», firmato Donald Trump e postato  su Twitter prima in inglese e poi in farsi, la lingua madre degli iraniani. Per la seconda volta il presidente americano prova a rivolgersi direttamente agli oppositori degli Ayatollah. Trump aveva esordito in persiano qualche giorno fa con un messaggio a sostegno delle manifestazioni contro il governo di Teheran, dopo che le autorità avevano ammesso di aver abbattuto, per errore, l’aereo di linea ucraino.

Giuseppe Sarcina

Giuseppe Sarcina

II Consigliere per la sicurezza nazionale, Robert O’ Brien, aveva dichiarato a Fox News che le incursioni in farsi avevano ricevuto «il numero record di “like” su Twitter». Il bersaglio numero uno della campagna trumpiana in lingua originale è la Guida suprema, Ali Khamenei che il 17 gennaio aveva twittato, in inglese: «Il governo malvagio degli Stati Uniti dice che sarà al fianco del popolo iraniano. E una menzogna. Se voi state al fianco degli iraniani è solo per pugnalarli al cuore con le vostre spade velenose. Certo, finora avete fallito e continuerete a fallire ».

Robert O' Brien

Robert O’ Brien

Nei giorni scorsi l’Ayatollah aveva dato dei «pagliacci» agli americani e Trump lo aveva minacciato: «Attento a come parli». Venerdì sera, invece, nel suo resort di Mar a Lago, in Florida, il leader degli Stati Uniti ha raccontato a una platea di finanziatori come era avvenuta, minuto per minuto, l’uccisione del capo dei pasdaran Qassem Soleimani, il 2 gennaio. L’audio è stato diffuso ieri dalla Cnn.

epaselect epa08107168 A portrait of slain Iranian Revolutionary Guards Corps (IRGC) Lieutenant general and commander of the Quds Force Qasem Soleimani is paraded as thousands of mourners gather to pay tribute for his funeral in Tehran, Iran, 06 January 2020. Soleimani was killed in a targeted US airstrike on 03 January 2020 in Baghdad, Iraq.  EPA/ABEDIN TAHERKENAREH

Trump comincia così: «Ero stufo di sentirlo parlare male del nostro Paese. Prima dell’attacco avevo chiesto ai miei consiglieri: quanta di questa m.. dobbiamo ascoltare?». In collegamento dalla Casa Bianca, Trump vede arrivare Soleimani all’aeroporto di Bagdad, accompagnato dal comandante delle milizie paramilitari irachene Abu Mahdi al-Muhandis. «Bene ne prendiamo due al prezzo di uno». Poi il conto alla rovescia. «I nostri ufficiali mi dicevano: “Signore, hanno ancora due minuti e 11 secondi di vita”. “Trenta secondi, 10, 9, 8”…Poi all’improvviso: “boom”. “Andati signore, fatti fuori”».

 (Corriere della Sera)

 

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