Netanyahu accusa, “un golpe”

 

Benjamin Netanyahu e Avichai Mendelblit

Benjamin Netanyahu e Avichai Mendelblit

 di Fiamma Nirenstein –

«Ho preso questa decisione col cuore pesante, ma è doverosa» ha detto Avichai Mandelblit, l’Avvocato dello Stato, prima di una lunga disamina legale. E ha annunciato l’incriminazione di Benjamin Netanyahu in tutti e tre i casi in cui è accusato. Due ore più tardi Netanyahu pallidissimo, con le lacrime agli occhi come non si era mai visto, gli ha risposto in sostanza occupando il suo stesso terreno, quello dell’accusa senza remissione: «Io vado fiero del nostro sistema giudiziario, famoso in tutto il mondo. Ma qui una tendenza malata nutrita da inquisitori spinti da pregiudizio hanno preso il sopravvento, sospinti dall’odio contro la mia parte politica e contro di me. E sono stati compiuti dei crimini durante l’istruttoria: nessuno è sopra la legge, né gli investigatori né i giudici, e violazioni di ogni criterio di giustizia sono state compiute durante la fase inquisitoria».

Fiamma Nirenstein 3

Fiamma Nirenstein

Qui Netanyahu ha fornito una lunga lista degli inganni con cui sostiene siano state estorte confessioni false dai testimoni di giustizia per arrivare a quella che ha definito un «ribaltamento del potere» antidemocratico. Bibi di nuovo propone la sua strada e la sostanza è questa: «Io ho dato la vita per questo Paese, ho combattuto, sono stato ferito, ho condotto il Paese a risultati meravigliosi, adesso combatterò per ristabilire la verità. Giudici e polizia sono indispensabili, ma nessuno dei loro membri sta al di sopra della giustizia stessa».

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Benjamin Netanyahu

Insomma, Netanyahu non intende arrendersi anche se lo Stato d’Israele si erge oggi a accusatore contro il suo primo ministro, per la prima volta nella storia. Il premier è stato incriminato con decisione che ormai data la pressione culturale, e perfino antropologica in uno Stato in cui l’etica e la sinistra sono parte della storia genetica, era del tutto prevedibile.

Il potere giudiziario israeliano ama la sinistra e non è il solo nel mondo. E neppure lo sa: la scelta di Mandelblit si inserisce quasi inconsapevolmente nella turbolenta vicenda politica che lo stato Ebraico attraversa in questo periodo.

Di fatto Netanyahu, dopo 13 anni di gestione di potere liberista, tecnologico, per niente consenziente verso i nemici, viene spinto fuori dalla scena politica con mezzi giudiziari. Quanto siano giustificati, lo dirà il processo. Bibi è stato   accusato (e non c’è motivo di pensare che Mandelblit, un tempo stretto collaboratore di Netanyahu, non sia semplicemente fedele a principi giudiziari, come ha più volte ripetuto appassionatamente) di corruzione e abuso di fiducia nel tripudio dei suoi nemici politici.

epa07847840 Benny Gantz, former Israeli Army Chief of Staff and chairman of the Blue and White Israeli centrist political alliance, prepares to cast his vote during the Israeli legislative elections, in Rosh Haayin, Israel, 17 September 2019. Israelis are heading to the polls for a second general election, following the prior elections in April 2019, to elect the 120 members of the 22nd Knesset, or parliament. According to the Israel Central Bureau of Statistics, about six million people are eligible to vote. EPA/ATEF SAFADI

Benny Gantz

È una svolta molto drammatica per lo statista che ha trasformato Israele da potere regionale a protagonista della rivoluzione tecnologica e scientifica mondiale, ne ha fatto crescere l’economia e la democrazia, lo ha condotto a rapporti internazionali mai sognati.

Dopo più di un anno di studi Mandelblit è arrivato a conclusioni proprio quando, la mattina, Reuven Rivlin, il presidente d’Israele, avendo ricevuto da Benny Gantz la rinuncia ufficiale a formare il governo, aveva avvertito alla gente di Israele nella prospettiva che a marzo si possa votare per la terza volta.

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Reuven Rivlin

Questo avverrà se un qualunque membro della Knesset (120 deputati) non raccoglierà 61 voti per formare un governo. Difficile specialmente adesso: i due protagonisti hanno promesso di continuare nello sforzo di raggiungere l’obiettivo di un governo di coalizione, ma le già enormi difficoltà si accumulano. Blu e Bianco di Gantz adesso che Netayahu è indiziato, ha tutti gli argomenti per rifiutarlo come partner. Netanyahu può chiedere entro 30 giorni come parlamentare l’immunità, ma a causa della crisi non esiste la commissione preposta alla decisione come richiede la legge.

Un’occhiata sommaria alle tre accuse mostra un sistema certamente molto accurato e anche pericolosamente giustizialista, e stavolta trasformato in un coltello accuminato dalla febbre politica. Adesso tristemente queste accuse si avviano verso il tribunale mentre il primo ministro, furioso e depresso, si avvia a una nuova battaglia. Immaginiamo quanto è contento il governo iraniano.

(Giornale)

 

 

 

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