Noemi Di Segni
“Combattiamo insieme
silenzio ed indifferenza”

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Noemi Di Segni, 47 anni, nata a Gerusalemme e romana d’adozione, è da quattro mesi il nuovo presidente dell’Unione delle comunità ebraiche (Ucei). Pubblichiamo l’intervento che Noemi Di Segni ha tenuto al ventisettesimo congresso della federazione Italia-Israele

“E’ un immenso piacere ed onore essere qui assieme a voi e portarvi il saluto di tutto il Consiglio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane per il vostro 27esimo congresso. Grazie per il vostro invito e mi scuso se ieri non sono potuta essere assieme a voi.

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Noemi De Segni

L’amore per l’Italia, il nostro paese. L’amore per Israele, centro pulsante di identità ebraica e punto di riferimento etico, morale e spirituale per l’intera umanità.

Per diverse ragioni Italia e Israele sono due patrie per tutti noi – per ragioni di profonda identificazione, perché nostri luoghi nativi o perché terre che ci hanno accolto. Per che sono due Paesi legati, oggi più che mai, da una convergenza di ideali e progettualità che guarda al futuro.

Un futuro che non vede alcuna discussione al diritto di Israele di esistere. Un futuro partecipato che beneficia della capacità di Israele di contribuire allo sviluppo dell’Italia e dell’Europa. Al presidio di democrazia e valori che rappresenta la sua intera esistenza nello scenario mediorientale.

Assistiamo in diversi Paesi Europei, e non solo, ad un crescente appello di difesa dai radicalismi esterni da parte delle frange più radicali connotai da un rifiuto populistico – dobbiamo accordare a questi ultimi la fiducia e affidare loro la nostra salvaguardia? Su chi possiamo davvero contare?

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Da sinistra Noemi De Segni, Avital Kotzeri Adari e Giuseppe Crimaldi

Momento in cui la teoria del mondo basato su 4 elementi è davvero limpida: terra – fuoco – acqua – aria: terremoto in Umbria e nelle Marche, incendi in Israele, devastazioni nel nord Italia, l’aria densa di terrore in Europa.

L’Unione e l’ebraismo italiano tutto guarda con ammirazione al vostro impegno. Forse, lasciatemi dire con sincerità, anche incredulità, chiedendosi perché? E come è possibile che vi sia tanta attenzione e impegno? Il vostro impegno individuale e associativo è commovente, trainante ed entusiasmante. La presenza mia e dell’Ucei qui oggi è per affermare il forte desiderio di collaborare e condividere.

Il nuovo Consiglio ha individuato alcune direttrici e priorità – interne ed estere su cui focalizzare nostro lavoro.  Va fatto con voi perché per suonare i più bei spartiti serve un coro. Per sopraffare le urla di incitamenti all’odio serve un’alleanza per combatter silenzio e indifferenza.

Condivido le parole della poesia e canto, scritta nel 1938 da Mordechai Ghebirtig (Krakovia) dopo il pogrom del 1936 di Pshitik. E’ sempre stata cantata e considerata come una profezia di quanto poi si è abbattuto sull’intera Europa. Speriamo che quanto sta accadendo non sia un profezia.”

 

 

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