“Non aprite quel ‘corridoio’ ”
Perché Trump non deve smobilitare
la base militare di Al Tanf in Siria

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La Base statunitense di Al Tanf in Siria

di Davide Bartoccini –

Israele si è appellato agli Stati Uniti affinché il Pentagono decida di mantenere una base militare nel sud-est della Siria. Le ragioni per le quali Tel-Aviv ha chiesto all’alleato di mantenere un avamposto nel Paese al centro di una nuova crisi internazionale sono di carattere strategico e geopolitico, e tirano in ballo l’Iran. Attualmente gli Stati Uniti, in seguito alla decisione del commander in chief  Donald Trump, hanno abbandonato tutte le posizioni in territorio siriano, ripiegando in Iraq e Giordania. Ma c’è una base che potrebbe essere l’ultimo avamposto americano nel Paese dopo l’abbandono della basi di Manbij e il passaggio di consegne ai russi.

Davide Bartoccini

Davide Bartoccini

La base in cui l’intelligence israeliana vorrebbe continuare a vedere sventolare la bandiera a stelle e strisce è quella di Al Tanf, avamposto militare stabilito nel 2016 e da allora controllato dalle forze armate statunitensi. Ultimo avamposto almeno fino allo scoppio del nuovo “conflitto siriano”, quello che vede scontrarsi da una parte la Turchia e l’Esercito siriano libero, e dall’altra le forze curde delle Unità di Protezione Popolare (Ypg) supportate (o monitorate) dall’esercito siriano fedele al governo di Bashar al Assad.

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La base di Al Tanf si trova al centro di un’area di grande importanza strategica dove si intersecano i confini di Siria, Giordania e Iraq. Proprio per questo motivo, i media arabi hanno iniziato a riferirsi alla zona di “docnfliction” sotto il controllo della base come “Area 55 km”. Al Tanf è di fatto la base che accoglie e ha sempre accolto forze speciali Usa e un gruppo noto come  “Commando Rivoluzionario” dell’Esercito siriano: una formazione militare anti-Assad che è stata addestra dalla Cia in Giordania per combattere l’Isis.

Hezbollah

Secondo i vertici militari di Israele, la presenza militare americana stabile ad Al Tanf è di fondamentale importanza a causa della sua posizione strategica al confine tra Siria e Iraq; posizione che la rende un ostacolo alla “creazione di un corridoio terrestre da parte dell’Iran”. Tale corridoio, secondo l’intelligence israeliana, è un grave pericolo per lo Stato ebraico e per gli asset strategici della regione, poiché potrebbe permettere all’Iran di trasportare armi, combattenti e rifornimenti da consegnare alle milizie sciite che Teheran finanzia e controlla in Iraq, Siria e Libano.

Con il Paese dei cedri che, trovandosi lì il direttorio di Hezbollah, fungerebbe da quartiere generale per il collegamento per tutte le diverse fazioni nemiche di Israele quanto degli Stati Uniti attive in Medio Oriente.

Base USA di Al-Tanf

La Base Usa di Al Tanf

Secondo quanto riportato dal canale televisivo Kan, nonostante la decisione presa dagli Stati Uniti di ritirare le loro truppe dalla Siria, la Casa Bianca avrebbe promesso a Israele che gli interessi dello Stato ebraico non sarebbero stati “trascurati”. Di conseguenza gli Stati Uniti potrebbero aver tenuto in seria considerazione l’opzione di mantenere la propria presenza nella base di Al Tanf.

Garantendo così la chiusura del “corridoio” sciita che Israele teme possa portare armi e uomini ai suoi confini.

Secondo le ultime informazioni in possesso sulla base, sarebbero stati 200 i militari americani dislocati nell’area sui mille rimasti in Siria. Fonti del New York Times citate nel contesto del più vasto ritiro delle truppe americane dal nord della Siria, avevano riferito che il Pentagono stesse pianificando di “lasciare 150 unità delle forze speciali in una base” nel sud-est della Siria. Una base chiamata appunto Al Tanf.

(Giornale)

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