Non ha senso tirare a campare

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di Niram Ferretti –

Non è sostenendo l’economia di Gaza che si può giungere a una conclusione. Non è dando soldi ai terroristi che il problema terrorismo possa essere risolto. Martin Sherman e Daniel Pipes lo dicono da anni. Tirare a campare non porta da nessuna parte.

Niram Ferretti 0

Niram Ferretti

Nell’ultima intervista che ho fatto a Sherman, l’estate scorsa in Israele, mi ha detto: “La vita è diventata completamente invivibile per gli ebrei che vivono nei dintorni dell’area di Gaza ed è solo una questione di tempo prima che i palestinesi possano estendere la loro presa. Abbiamo già assistito a tutto ciò. Ogni volta che Israele trova il modo di frenare una delle modalità di aggressione di Hamas, Hamas trova un modo per aggirarla.

Martin Sherman

Martin Sherman

L’unica maniera per affrontare la situazione è modificare il proprio approccio nei suoi confronti. Non c’è altra via. Dobbiamo vedere i palestinesi non nella prospettiva di un partner per la pace, ma come un nemico implacabile e allo stesso tempo non possiamo considerare la collettività di Gaza come vittime di Hamas ma come il crogiuolo dal quale questa leadership è emersa. Questo approccio permette di vedere che la soluzione non è la ricostruzione di Gaza ma la sua decostruzione, o il cerchio della violenza si continuerà a ripetersi senza fine.

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Provi a immaginare per un momento cosa accadrebbe nel centro di Israele se invece di avere un confine di 50 km da controllare, Israele dovesse controllare un’area densamente popolata di 500 km dalla quale non dei missili, ma aquiloni e palloni incendiari venissero mandati nella direzione di Kfar Saba o Ra’anana o verso l’autostrada 6. L’unico modo per assicurarsi su chi governa Gaza è governarla in proprio e l’unico modo di governare Gaza senza governare un altro popolo è rimuovere questo popolo dal proprio controllo.

E’ semplice logica matematica ed è anche una situazione che si può giustificare moralmente in modo assai semplice. Se il proprio punto di partenza è che gli ebrei sono titolati ad avere un loro Stato ebraico allora bisogna conferire a questo stato le condizioni per la sua sussistenza. Quindi non si può avere una concentrazione di popolazione il cui obbiettivo sia la sua distruzione”.

Daniel Pipes

Daniel Pipes

A sua volta Daniel Pipes, l’estate precedente, sempre in Israele, mi disse: “Molti pensano che il 13 settembre del 1993 Arafat e i palestinesi abbiano accettato Israele e che il problema sia nei dettagli, in altre parole, si tratterebbe solo di impegnarsi di più. Non è così. Quello di Arafat a Oslo fu un inganno. La maggioranza dei palestinesi, l’80%, continuano a non accettare Israele.

Palestinian Authority President, Yasser Arafat sits next to a poster of himself as he attends the Palestinian Police Day parade in Gaza City 17 July. According to an Israeli radio report, Arafat may meet Israeli Foreign Minister David Levy in Brussels next week in an attempt to break the four-month deadlock in peace talks. (Photo credit should read FAYEZ NURELDINE/AFP/Getty Images)

Yasser Arafat

Non c’è alcuno sforzo da parte dell’Autorità Palestinese, né da parte di Hamas di modificare questa percezione, al contrario, vogliono portare il rifiuto di Israele al 100%. Non hanno ottemperato alla loro parte dell’impegno, ma continuano la loro lotta fallimentare per la “rivoluzione fino alla vittoria”. Rifiutano completamente Israele e desiderano portarlo sotto il proprio controllo. Non si vede praticamente mai una mappa della West Bank, si vedono sempre mappe in arabo della Palestina mandataria, e questo ci rivela quale sia la loro concezione, non di uno stato accanto a Israele, ma di uno che lo rimpiazzi”.

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Israele non vuole riprendere il controllo della Striscia e governare un milione e mezzo di arabi ostili, ma deve sbarazzarsi di Hamas una volta per tutte. Può farlo con l’appoggio morale degli Stati Uniti e con l’insediamento di una unità di forza internazionale che controlli la Striscia, oppure, come suggerisce Sherman, attraverso una specie di piano Marshall che incentivi tutti i palestinesi non belligeranti a trasferirsi altrove, dove vogliono.

Così com’è la situazione non può continuare. Giulio Andreotti diceva, “Meglio tirare a campare che tirare le cuoia”, non quando però a causa del tirare a campare, le cuoia le tirano gli altri.

 

 

 

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