Non si può fare la pace
con chi ti vuole uccidere

epa06715335 Fighters of Ezz al-Din Al-Qassam brigades, the armed wing of Hamas movement, attend the funeral of six from their group at Deir Al Balah refugee camp in the central Gaza Strip on, 06 May 2018. Six fighetrs from al-Qassam brigades, the armed wing of Hamas movement were killed yesterday after an explosion in al-Zwaiydah neighborhood near Deir al-Balah town in the central Gaza Strip. EPA/MOHAMMED SABER

di Ugo Volli –

Accade spesso a ogni ebreo di sentirsi chiedere, spesso con ostilità e disprezzo che si spiegano solo con un sentimento antisemita profondo, ma talvolta anche in buona fede: Basta! Perché non la smettete, perché non fate finalmente la pace coi palestinesi?

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Ugo Volli

Le risposte sono tante da riempire libri di storia e di antropologia, ma tre episodi accaduti negli ultimi giorni possono aiutare. Il primo è l’omicidio di un ragazzo di diciannove anni, Dvir Sorek, che frequentava una scuola religiosa che prepara anche al servizio militare e per questo è stato definito da tutti i media “soldato israeliano”.

Dvir Sorek, 19 anni, è stato trovato pugnalato a morte fuori Migdal Oz in Giudea

Dvir Sorek

Senza uniforme, come normalmente stanno questi ragazzi, era andato dalla sede del suo collegio a Gerusalemme a comprare dei libri. Percorrendo a piedi l’ultimo tratto del ritorno, è stato preso da alcuni terroristi, forse tre o quattro, accoltellato a morte e lasciato in un campo. Aveva in mano un libro dell’autore pacifista David Grossman.

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La commevente partecipazione di folla per l’ultimo saluto a Dvir

Il punto non è solo un omicidio a freddo, di una persona qualunque, scelta a caso perché aveva l’aspetto di un ebreo. Vi sono stati anche i festeggiamenti, i dolcetti distribuiti ai passanti: non solo a Gaza, ma anche all’università di Bir Zait. Durante il funerale, nel paese arabo accanto a quello dove viveva, vi è stato uno spettacolo di fuochi artificiali per marcare la gioia.

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L’ermamento con il quale i quattro terroristi palestinesi hanno tentato di entrare in Israele

L’altro episodio è più semplice ancora. Da Gaza l’altra sera un commando terrorista fortemente armato è entrato in Israele per compiere un attentato contro uno dei villaggi ebraici di confine ed è stato distrutto da quei soldati che facendo la guardia al confine e cercando di contenere i tentativi di sfondamento sono accusati delle peggiori crudeltà.

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La bomba con tre chili di esplosivo che aveva preparato la cellula di Hamas

Il terzo episodio è ancora più semplice: i servizi di sicurezza israeliani hanno sgominato una settimana fa una cellula che aveva pronta una bomba da un quintale da piazzare a Gerusalemme per fare una strage. Di ebrei naturalmente.

Che cosa dicono questi episodi? Che se è vero che la pace si fa coi nemici, è impossibile farla con nemici che cercano continuamente di ucciderti solo perché sei ebreo. Il vero nemico della pace non è la difesa di Israele, ma il terrorismo.

(Shalom)

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