“Non vendiamo Gerusalemme”
Le minacce di Abu Mazen

epa06951531 Palestinian President Mahmoud Abbas 'Abu Mazen' delivers a speech during the opening of a two-day convention of the Palestine Liberation Organization (PLO) Central Council, at his presidential compound in the West Bank town of Ramallah, 15 August 2018. EPA/ATEF SAFADI

Abu Mazen’

Nessuna relazione con Israele, neanche la cooperazione di sicurezza. Il presidente palestinese Abu Mazen (Mahmoud Abbas) risponde così al Piano di Pace di Donald Trump e insieme a lui, riunita al Cairo, si schiera l’intera Lega Araba che vota il rigetto dell”L’accordo del Secolo’ come l’ha chiamato il capo della Casa Bianca. “Non accetterò l’annessione di Gerusalemme e non voglio passare alla storia – ha denunciato Abu Mazen dal podio della riunione d’emergenza nella capitale egiziana – come colui che ha venduto Gerusalemme”.

epa08173243 US President Donald J. Trump (R) shakes hands with Prime Minister of Israel Benjamin Netanyahu while unveiling his Middle East peace plan in the East Room of the White House, in Washington, DC, USA, 28 January 2020. US President Donald J. Trump's Middle East peace plan is expected to be rejected by Palestinian leaders, having withdrawn from engagement with the White House after Trump recognized Jerusalem as the capital of Israel. The proposal was announced while Netanyahu and his political rival, Benny Gantz, both visit Washington, DC. EPA/MICHAEL REYNOLDS

Benjamin Netanyahu e Donald J. Trump

Poi ha aggiunto di aver già informato, con due lettere, sia Israele sia gli Usa (respinti come “unici mediatori di pace”) della sua decisione. La sua controproposta al Piano Usa la presenterà – ha rivelato il suo ministro degli Esteri Riad al-Maliki al Consiglio di sicurezza dell’Onu: a quanto sembra l’11 febbraio. Non sono pochi, tuttavia, in Israele gli analisti ad interpretare l’annuncio della rottura delle relazioni più come un ammonimento allo stato ebraico se questi decidesse, come voleva il premier Benyamin Netanyahu, di varare subito, sulla scia del Piano Trump, l’estensione della sovranità agli insediamenti in Cisgiordania e alla Valle del Giordano.

E, a questo proposito, è stato ricordato che già a luglio del 2019, in un picco di tensione con Israele, Abu Mazen reagì affermando che non avrebbe più applicato gli accordi vigenti con lo stato ebraico. Sul campo tuttavia non successe niente. Ma questo non toglie nulla alla durezza dell’affondo di oggi contro il Piano americano tanto che il leader dell’Autonomia nazionale palestinese (Anp) ha sottolineato che “gli israeliani devono portare tutta la loro piena responsabilità di potenza occupante”.

(Ansa)

 

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