Oggi come ieri
la libertà dell’Occidente
si difende a Gerusalemm

 di Bepi Pezzulli *

A breve la professoressa Milena Santerini, recentemente nominata quale responsabile nazionale per la lotta contro l’antisemitismo dal Governo italiano, darà inizio ad un giro di audizioni istituzionali sul fenomeno dell’antisemitismo. L’iniziativa è quantomai opportuna. La recrudescenza dell’antisemitismo in Europa è preoccupante. Da un lato, si sono affermati partiti xenofobi a destra e a sinistra degli schieramenti politici; ed è proliferato il sentimento antisionista quale comoda scorciatoia per celare l’antisemitismo sotto le mentite spoglie della critica politica.

Bepi Pezzulli

Il tutto ha contribuito a creare un’atmosfera di ostilità verso gli ebrei in Europa e in Italia, osservabile nel crescente numero delle aliyot. Appena una settimana fa, durante un comizio a Bruxelles, la capitale dell’Ue, i manifestanti hanno protestato contro la ricongiunzione di parti di Giudea e Samaria a Israele, cantando “Khaybar, Khaybar, oh ebrei, l’esercito di Maometto tornerà”. Quest’ultimo è un canto comune tra gli estremisti islamici, e si riferisce al massacro compiuto da Maometto, avvenuto nel 628, contro una tribù ebraica nell’Hijaz. Poco prima, in una consultazione al Parlamento italiano, all’Ambasciatore Dror Eydar è stato provocatoriamente chiesto se Israele costituisce una “minaccia nucleare”.

Bruxelles, manifestazione contro Israele

E’ dunque auspicabile che le audizioni segnino un cambio di approccio nel trattamento dell’antisemitismo e dello Stato di Israele. Da esse deve uscire un cambio di paradigma culturale, obliquo ai sofismi, intransigente ai distinguo, e ostile alla retorica. E’ necessario che l’antisemitismo sia compreso e definito in modo universale e così accettato a tutti i livelli della società.

Per ottenere un tale risultato è necessario promuovere la più ampia applicazione della definizione di antisemitismo dell’IHRA (International Holocaust Remembrance Association), la cui importanza è duplice. La definizione IHRA fissa dei parametri univoci con cui si delinea l’antisemitismo ed equipara antisemitismo e antisionismo, smarcandosi così da facili equivoci e malinterpretazioni capziose.

Milena Santerini

La definizione va adottata nella sua interezza, compresi gli 11 esempi esplicativi. Essi coprono punti profondamente critici ed esaustivi, offrono protezione alla comunità ebraica da attacchi retorici e fisici e difendono il diritto degli ebrei all’autodeterminazione. Secondo l’IHRA, “l’antisemitismo è una certa percezione degli ebrei, che può essere espressa come odio verso gli ebrei. Le manifestazioni retoriche e fisiche dell’antisemitismo sono dirette verso gli individui ebrei o non ebrei e/o le loro proprietà, verso le istituzioni della comunità ebraica e le strutture religiose”.

Corrado de Rinaldis Saponaro

Seguono gli 11 esempi contemporanei che servono come illustrazioni nella definizione operativa di moderno antisemitismo. Di particolare importanza sono l’educazione dei giovani, il ruolo dei media, l’azione delle forze dell’ordine e della magistratura e l’attività dei corpi intermedi rappresentativi della partecipazione democratica.

E’ proprio nei corpi intermedi, quali i partiti politici e i sindacati, che si formano le opinioni ed i valori di convivenza civile, ed è fondamentale che partiti e sindacati condividano questa battaglia di civiltà.

Ugo La Malfa

I maggiori partiti politici in UK hanno aderito alla definizione IHRA; anche il Labour Party che ha giudicato i tentati distinguo di Jeremy Corbyn su parti della definizione IHRA “inaccettabili”. Il piccolo ma glorioso PRI (il partito politico più antico d’Italia; fondato nel 21 Aprile 1895 ha compiuto i 125 anni proprio nel 2020), ha voluto essere il primo movimento politico ad adottare la definizione IHRA nella sua interezza. Per il Segretario Politico Nazionale Corrado de Rinaldis Saponaro, i valori fondanti della Repubblica: l’uguaglianza di diritti, la libertà di religione e la non discriminazione non lasciano spazio per fare a sconti a chicchessia sulla difesa degli ebrei e di Israele.

Il Partito della Repubblica non si sottrae dalla responsabilità di battersi per la libertà dell’uomo e contro le divisioni dell’umanità. Ripetiamo oggi le parole di Ugo La Malfa: “La libertà dell’Occidente si difende sotto le mura di Gerusalemme”.

* Responsabile Nazionale Esteri PRI

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