Oltraggio alla Memoria

O?wi?cim, Poland, - October 24, 2007: Dead Railway in Auschwitz - Birkenau Concentration Camp. Poland

di Gerardo Verolino –

Avviene, puntualmente, ogni anno. È una scadenza, deliberatamente, rispettata. E, sta avvenendo anche quest’anno. Chissà perché, a ridosso della Giornata della Memoria, cioè di quella data istituita dall’Onu, e precedentemente dal Parlamento italiano, su proposta di Furio Colombo, che ricorre il 27 di Gennaio, scelta per ricordare i sei milioni di ebrei morti per mano del persecutore nazista e che va sotto il nome di Shoah, si scatenano i peggiori istinti antisemiti o anti-ebraici o anti-sionisti o anti-israeliani, chiamateli come vi pare dal momento che si rivolgono, al di là dei capziosi distinguo semantici propalati dai boicottatori, tutti allo stesso popolo.

Gerardo Verolino 2

Gerardo Verolino

Pare che nell’imminenza di questa data (che ricorda il momento in cui le truppe dell’Armata rossa entrano, per prime, nel campo di concentramento di Auschwitz, nel 1945) gli istinti belluini si risveglino dal torpore ed eruttino in tutta la loro purulenza. L’odio covato esondi incontrollato. I rigurgiti bestiali emergano dalle viscere. Quando, invece, questo appuntamento con la memoria,  dovrebbe essere universalmente riconosciuto come un momento di silenzio e di meditata introspezione condivisa.

Elena Loewenthal, autrice del corrosivo pamphlet Contro il Giorno della Memoria

Elena Loewenthal

Lo scrive, provocatoriamente, anche la scrittrice ebrea Elena Loewenthal, nel suo “Contro il Giorno della Memoria” quando ricorda che, in questo caso, “la memoria non porta necessariamente un segno positivo” ma anzi può “rivoltarsi e diventare velenosa: scatenare il peggio invece di una presa di coscienza”.

Come è avvenuto  l’anno scorso a Torino, al campus universitario, con un convegno su “Israele e lo sfruttamento dell’Olocausto”. E dove, l’anno prima, sempre nella città della Mole, viene paragonato, invece, il sionismo al nazismo. La fantasia degli antisemiti è frenetica.

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Manifesti al Campus di Torino

Quel campus sembra essere uno dei luoghi preferiti dagli antisemiti. E può succedere che vengano distribuiti volantini contro il cantante Eros Ramazzotti reo di tenere un concerto a Tel Aviv con la scritta “Israele non è la Terra promessa”.

E, ancora, per dire, c’è stato il caso di quel parroco ad Altamura che ha proposto un referendum per l’abolizione, senza un briciolo di  vergogna, del Giorno della Memoria. Chissà se avrà raggiunto il quorum degli abietti. A Bari, qualche tempo prima, nella nota ricorrenza, vengono esposti degli striscioni contro Israele definito “Boia”.

La grillina Patrizia Bedori che vota contro la commemorazione della Shoah

Patrizia Bedori

A Milano, può capitare che una consigliera di zona, la grillina Patrizia Bedori, che sarà pure candidata a sindaco del capoluogo lombardo per il movimento di Grillo, voti contro le celebrazioni del Giorno della Memoria. Così come in rete, sulla piattaforma Rousseau, gli iscritti, si esprimano contro la loro commemorazione perché si “dovrebbe dare i soldi ad iniziative per altri popoli oppressi, come i palestinesi”.

Cristina Bertuletti, il sindaco che dileggia il Giorno della Memoria

Cristina Bertuletti

E che dire del sindaco di Gazzada Schianno, Cristina Bertuletti, ancora più esplicita che, l’anno scorso, scrive sul suo profilo Facebook che “visto che è il giorno della memoria, ricordate di andare a pijarlo in c..”. Una gentildonna di altri tempi.

E poi, c’è  l’immancabile corredo di svastiche disegnate, qua e là, ogni anno, ogni volta. E di frasi del tipo “Ma quale memoria inventatevi un’altra storia”. Svastiche tratteggiate ovunque. Sui manifesti di Primo Levi, nel 2017, a Pontecagnano. O a Sassano, sul cartello di benvenuto del Comune.

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A a Castronno, l’anno scorso. E ancora, a Venezia piuttosto che a Foggia o a Firenze. O quella volta che le svastiche vengono disegnate sulle mura di via Tasso a Roma con la scritta “Olocausto propaganda sionista” mentre si dileggia il presidente della comunità ebraica, Riccardo Pacifici.

Ogni volta i demoni dell’antisemitismo (che sono sempre vivi) trovano un vieppiù di eccitazione per uscire dalle loro fogne maleodoranti. Quest’anno, con l’approssimarsi della data, si aggiudica l’oscar dell’idiozia, in particolare, un convegno che si presenta come particolarmente insultante. È organizzato dall’Anpi di Aprilia (sempre loro, quelli che, il 25 Aprile vogliono che sfilino i combattenti palestinesi e non la Brigata Ebraica) che annovera tra i relatori un componente della comunità di Sant’Egidio, un “animatore culturale”, un immancabile assessore alla cultura, e, udite-udite, il portavoce della comunità palestinese.

Scritta antisemita nel Giorno della Memoria

Ma come: non invitano il rappresentante delle vittime mentre chiamano a sproloquiare l’esponente, in un certo senso, dei carnefici? Sì, perché, per quanti non ne siano a conoscenza, o fingano di ignorarlo, i palestinesi, ebbero un ruolo rilevante nello sterminio degli ebrei. La vicenda del Gran Muftì di Gerusalemme, Amin al-Husseini (zio di Arafat) una delle più alte autorità dell’Islam sunnita, è uscita, da un pezzo, dall’oblio.

Si sa bene, ed è ampiamente documentato, che il Gran Muftì stringe rapporti proficui con Hitler nella persecuzione del popolo ebraico, il quale lo incoraggia nel programma di sterminio degli ebrei. Si scambia affettuose missive con Himmler.

Il libro di Mirella Serri

E costringe alla fuga migliaia di bambini ebrei che cercano di scampare alla sua follia sterminatrice, come raccontato nel libro di Mirella Serri “Bambini in fuga”. È il simpaticone che costituisce un asse politico-militare col dittatore tedesco condividendone l’ideologia antisemita e che crea la famigerata divisione musulmana Handshar (scimitarra) delle Waffen SS che trucida il 90 per cento degli ebrei bosniaci.

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È sempre lui che incoraggia, via radio, ad uccidere quanti più ebrei “dovunque li troviate. Ammazzate e farete cosa gradita ad Allah”. È il folle criminale che, a Berlino, durante un’imponente adunata nazista, di fronte ai più alti gradi delle SS, dice che “oggi siamo tecnicamente in grado di eliminare dalla faccia della terra tutti gli israeliti”. Insomma, un autentico mascalzone.

Un campione di quel nazi-islamismo a cui si ispireranno Bin Laden e i moderni jihadisti. Invitare, perciò, un rappresentate  palestinese quando si ricordano le vittime della Shoah è un vero oltraggio alla memoria. Un po’ di vergogna ne avete?

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