Onu, la vergogna della black list

epa08195733 A general view of the Israeli settlement of Ofra, in the West Bank, 05 February 2020. Media reports that Netanyahu is facing pressure from right-wing parties to act and annex areas of the West Bank Jewish settlements officially as part of Israeli territories after US President Trump and Israeli Prime Minister Netanyahu announced in a press conference at the White House on 28 January the US peace plan for the Palestinian-Israel conflict, dubbed 'The deal of the century'. The plan was rejected by Palestinian leaders and Israeli-Arab citizens. EPA/ABIR SULTAN

Ofra

Le Nazioni Unite hanno pubblicato una lista di 112 società che svolgono attività nelle colonie israeliane considerate illegali. Tra queste Airbnb, Expedia e TripAdvisor. La lista è contenuta in un rapporto del commissario Onu per i diritti umani, Michelle Bachelet. “Sono conscia che questo sia e continuerà ad essere, un tema altamente controverso”, ma il rapporto è “basato sui fatti”, ha affermato Bachelet.

Michelle Bachelet

Michelle Bachelet

“Tuttavia – ha aggiunto – dopo un largo e meticoloso processo di esame siamo soddisfatti che questo rapporto basato su fatti rifletta la seria considerazione data a questo mandato senza precedenti e molto complesso che risponde in modo appropriato alla richiesta del Consiglio della Risoluzione 31/36”. Della cosiddetta ‘black list’ di 112 aziende che hanno legami con gli insediamenti ebraici in Cisgiordania, 94 sono domiciliate in Israele e 18 in altri sei Stati: tra questi, Francia, Gran Bretagna, Olanda, Usa, Thailandia e Lussemburgo.

Israel Katz

Israel Katz

La black list stilata dalla Commissione di diritti umani dell’Onu “è una vergognosa resa alle pressioni di Paesi e organizzazioni intenzionate a colpire Israele”, ha commentato il ministro degli Esteri Israel Katz notando tuttavia che “la maggior parte delle nazioni del mondo” non si è unita “a questa campagna di pressione politica”. “Israele non accetterà politiche discriminatorie e lavorerà per far sì che queste decisioni non siano attuate”, ha aggiunto.

Riad al-Maliki

Riad al-Maliki

Per l’Anp la pubblicazione della black-list costituisce “una vittoria del diritto internazionale e degli sforzi diplomatici volti a prosciugare le risorse del sistema coloniale rappresentato dagli insediamenti illegali nei Territori palestinesi”. Lo afferma il ministro degli Esteri palestinese Riad al-Maliki, citato dall’agenzia di stampa ufficiale Wafa.

Al-Maliki ha poi fatto appello ai Paesi membri della Commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite affinché esaminino quella lista e diano istruzione alle società menzionate di cessare immediatamente le loro attività negli insediamenti i quali – ha affermato – “violano il diritto

(Ansamed)

 

Condividi