Operazione Al Nusra, sale la tensione

Gadi Eizenkot

Gadi Eisenkot, il capo di Stato Maggiore israeliano

di Davide Frattini   –     

A metà settimana i comandanti dell’esercito hanno deciso di rinviare il test periodico delle sirene d’allarme-missili per non scuotere i nervi già tesi degli israeliani. Perché i due fronti — a sud verso la Striscia di Gaza e a nord verso la Siria — nel giro di pochi giorni sono passati dalla calma relativa allo smottamento: non è ancora una frana verso il conflitto — assicurano gli analisti militari — di certo i segnali hanno spinto i generali ad alzare il livello di allerta.

 Davide Frattini

Davide Frattini

Per la prima volta la strategia di non intervento nella guerra civile siriana sembra doversi riadattare a quel che sta succedendo dall’altra parte del confine. L’attentato del gruppo terroristico Al Nusra contro il villaggio druso di Hader — un’autobomba ha ucciso  nove persone tra civili e soldati del regime di Bashar Assad — ha costretto Gadi Eisenkot, il capo di Stato Maggiore israeliano, a minacciare di inviare le truppe per proteggere quelli che il premier Benjamin Netanyahu chiama «i nostri fratelli drusi».

Lotta vicino a Druze di Hader in Golan

Hader

I rappresentanti delle comunità sul Golan si sono radunati a centinaia  sul Golan vicino alla frontiera  e hanno cercato di superare il reticolato, i soldati li hanno riportati indietro: poco lontano è possibile vedere il fumo dei colpi di mortaio e sentire risuonare i botti della battaglia, poco lontano vivono i cugini o i fratelli, i parenti siriani dei drusi d’Israele intrappolati nel caos che ormai va avanti da sei anni e mezzo.

Il generale Eisenkot — commenta il quotidiano Haaretz — spera che le intimidazioni siano sufficienti a tenere gli estremisti di Al Nusra lontani da Hader e soprattutto lontani dal confine.

Al-Nusra_Front_fighters,_Syria

I terroristi Al Nusra al confine delal Siria

I veri nemici in Siria sembrano restare gli iraniani e i miliziani di Hezbollah che si muovono ai loro ordini. Netanyahu ha ribadito più volte a Vladimir Putin di non essere disposto ad accettare questa presenza a pochi chilometri dalle città israeliane. Mosca è alleata di Teheran nel sostegno ad Assad e allo stesso tempo per ora sta garantendo ai jet di Tsahal libertà di movimento aereo per le sortite che colpiscono i trasferimenti di armi organizzati dall’Iran verso il gruppo libanese.

(Corriere della Sera)

 

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