Pallywood/2
ciak, si gira!
Menzogne in video

di Giuseppe Crimaldi

Pallywood, parte seconda. Ciak, si gira! nella prima puntata di questo articolo abbiamo raccontato delle buglie propalate dalla propaganda faziosa che sostiene le bugie di Hamas e che diffonde al mondo immagini, video e notizie spudoratamente false. Non c’è che dire: dalla parte della menzogna c’è una gran bella e nutrita compagnia, comprese molte Organizzazioni non governative che fanno da cassa di risonanza ai falsi documentali.

calciatoripallywMa si può continuare a giocare così, con le tragedie della guerra? Non a caso c’è chi, proposito di Pallywood, ha parlato di”pornografia della morte”. Avendo a disposizione le migliaia di vittime siriane, vittime che guardacaso hanno interessanto in questi ultimi anni di macelleria umana i media del mondo, l’industria cinematografica del falso ha creduto di poter disporre impunemente di morti e feriti da spacciare per palestinesi, confidando probabilmente nel pregiudizio mondiale secondo il quale Israele è “IL” colpevole per eccellenza, sempre e comunque.
Poi c’è il secondo filone, il più deprecabile. Quello che organizza, mette su e inscena veri e propri set in location martoriate dai combattimenti; è qui che le orride pattugliacce di Hamas mobilitano masse di poveri uomini, donne e bambini, che inconsapevvolmente (o forse no) diventano attori: i quali, dopo essere stati immortalati in bagni di sangue scatenati ovviamente da quel cattivone di Israele, miracolosamente risorgono, si ripuliscono dal trucco delle false ferite e se ne tornano a casa.

falsosangueMa procediamo con ordine. Un sito di notizie arabo chiamato Al Arab news ha pubblicato su Facebook la foto di una famiglia “massacrata” a Gaza. Grazie al lavoro di indagine della “Tazpit News Agency” si è scoperto che la foto era stato originariamente pubblicata su un sito di notizie – “Moheet” – con sede a Dubai, Emirati Arabi, già un mese prima. E il titolo di quell’immagine era eloquente: “Siria, uccise 122 persone: Assad ha usato bombe a grappolo”.
Altro falso: Hamas diffonde le immagini di bambini feriti gravementi. Accusa – inutile dirlo – l’Esercito israeliano e sostiene che i militari di Tsahal hanno sparato su dei bimbi mentre giocavano a pallone, in un sobborgo di Gaza. Falso: quella foto, si scoprirà poi, si riferiva ad un tragico incidente stradale avvenuto mesi prima ad Assiut, in Egitto, nel quale morirono per lo scontro tra uno scuolabus e un treno, 47 bambini.

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Ma Pallywood non si arrende davanti all’evidenza e sforna altre bufale. Come la foto della povera Maria Yossef Arafat che un giornalista di Gaza, naturalmente, fa diventare palestinese post-mortem, ma che invece era siriana. La piccola fu uccisa a Aleppo, durante un bombardamento dell’aviazione siriana.
Uno dei “capolavori” di questa ignobile produzione di menzogne è rappresentato dalla sequenza di immagini passata alle cronache come “il falso dell’ambulanza”. A ricostruirla in tutte le sue incredibili fasi è stato “Il Borghesino”, che qui riprendiamo.

Vi consigliamo di vederlo per intero, questo video (a piè di pagina troverete il link sul quale cliccare). La ricostruzione che ne fa “Il Borghesino” smaschera tutti i falsi e una sceneggiatura da barzelletta.

falsogazavideoambulanza“Anzitutto, i “soccorritori” procedono verso un’ambulanza. Sul sito dell’International Solidarity Movement, dicono che «l’esercito israeliano ha anche colpito un’ambulanza della Luna Crescente, mentre tentava di porre in salvo i feriti nel sobborgo di Shajiya, ad est di Gaza City». E hanno accluso le immagini.

L’ambulanza non è stata colpita dall’artiglieria. Non ci sono vetri per terra perché i palestinesi hanno usato delle mazze per frantumare i vetri, ricaduti all’interno del veicolo, facendone rientrare il parabrezza. Dopodiché hanno bersagliato il povero Toyota con un AK-47. Il danno non è minimamente riconducibile ai colpi di artiglieria altamente distruttivi, che distruggono tutto.

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Questi sono in effetti i danni provocati da un bombardamento: Curiosamente, sono gli effetti di un razzo di Hamas sparato verso un’area residenziale di Haifa, cioè CONTRO Israele. L’International Solidarity Movement non è a conoscenza della balistica, come evidenziano nella seconda immagine dell’ambulanza distrutta: Tutti i bordi sporgenti dei fori sono rivolti verso l’esterno, il che fa concludere che il veicolo è stato fatto esplodere dall’interno. o il militante di Hamas si è fatto saltare in aria con il veicolo, o trasportava munizioni e quando è stato colpito, ha provocato una esplosione secondaria. Entrambe le foto sono farlocche.

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Ritorniamo al video: questo è ciò che l’International Solidarity Movement rivela del giovane «ucciso».
Nel video, però, lo si vede prima al minuto 0’24”, mentre trasporta in barella una persona non ferita verso… qualche posto. Procede in direzione opposta rispetto a quella dei “soccorritori”. Quando realizza di essere ripreso, volge le spalle alla telecamera. Per qualche motivo si dimentica di cambiare la maglietta che lo identifica, quando ha impersonificato il secondo ruolo. Ha ancora una barba senza baffi, il che suggerisce che sia un miliziano di Hamas.
Veniamo al culmine del video. Al minuto 0’59” si sente un colpo. È un petardo attivato elettronicamente. Ci ritorno fra un minuto. I protagonisti del filmato lo attivano per far credere di essere colpiti. Al minuto 1’30” il sottotitolo recita «Non lo so. I carri armati ci hanno circondati».
Udite il rumore di un cingolato? il filmato che segue riproduce il rumore dall’interno di un carro armato israeliano di tipologia Merkava main battle tank (MBT), isolato da centimetri di acciaio, fibra di carbonio e ceramica. Un MBT fa un sacco di rumore. Il motore, la torretta, i cingoli, le ruote e le sospensioni fanno un frastuono tipo casa in corso di demolizione. L’attore che simula di parlare al telefono nel video farlocco afferma che sono circondati dai carri armati israeliani. Ma come è possibile che noi non riusciamo a sentirli? Perché non si percepisce altro che silenzio?
Al minuto 2’01” del video diffuso International Solidarity Movement c’è un altro momento chiave. Maglietta Verde ammette «Qui non ci sono feriti». Questo perché l’esercito israeliano avverte i civili ad evacuare le zone prima degli attacchi. E poi che fanno? sparano alle persone con fucili da cecchino?!

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Al minuto 2’23” il primo colpo da cecchino colpisce Maglietta Verde. D’un tratto passa dall’essere accanto all’operatore video allo stramazzare a terra nell’unico punto ripulito delle macerie. Al minuto 2’28” l’uomo si riprende mentre si applica sangue finto sulla mano sinistra! si vede chiaramente il tubetto in plastica nella mano destra!
Non è un cellulare perché è evidentemente sottile in cima e schiacciato alla base. Vedete come lo impugna.

Sarebbe questo il modo in cui afferrate il cellulare mentre aggiornate la vostra pagina Facebook per documentare che siete stati colpiti da un cecchino? si nota bene che ha già il sangue sulla sua mano sinistra, ancor prima di toccarsi le “ferite”.
Nessuna ferita sull’intero corpo. Il sangue sul polso non ha alcuna fonte. Se un calibro 33.8 lo avese colpito al polso, avrebbe un brandello di corpo da ostentare alla telecamera. E l’operatrice nel frattempo se la ride…
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Dopo che Maglietta Verde “muore”, riapre gli occhi. Titoli di coda…
Fonte: Thomas Wictor. Grazie al “Borghesino”

Altri video disponibili qui:

http://ilborghesino.blogspot.it/2014/07/una-spettacolare-produzione-pallywood.html

Pallywood e la pornografia della morte

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Giuseppe Crimaldi

Giuseppe Crimaldi

Giuseppe Crimaldi, giornalista