Parisi e la ricetta antiterrorismo
“L’Europa dovrebbe copiare Israele”

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di Eduardo Palumbo –

Attentati che si inseguono ed insanguinano sempre più le città europee. Londra e Parigi su tutte. E sempre le stesse dinamiche. I terroristi che colpiscono, la caccia l’uomo, la scoperta che erano volti conosciuti all’antiterrorismo, ai servizi segreti più o meno efficienti, le commemorazioni, le marce, il lutto nazionale. Sino al prossimo attentato.

stefano parisi 25 aprile - foto yoram ortona fb-2

I rituali si ripetono con sconcertante periodicità. Ma ancora quanto si potrà andare avanti così? Nel dibattito sul cosa fare, come cambiare difesa, come prevenire, è intervenuto Stefano Parisi (nel corso di un Forum con i giornalisti del Tempo) il leader di Energie per l’Italia.

“Dovremo tutti guardare ad Israele, che considero l’avamposto della lotta al terrorismo. Israele è accerchiato, ai suoi confini ci sono solo Stati ostili. Ebbene a Tel Aviv il problema viene affrontato con un sistema di intelligence all’avanguardia, capace di setacciare ogni possibile minaccia anche sul web, e con la consapevolezza della popolazione. Nulla è affidato al caso o all’improvvisazione. In tutti i campi”.

Stefano Parisi con la moglie Anita Friedman

Stefano Parisi con la moglie Anita Friedman

E questo si traduce in poche chiacchiere e molti fatti concreti. “Li non c’è retorica- ha sottolineato Parisi- non ci sono marce, fiori, candele o intellettuali che sostengono che “è colpa nostra”. C’è la profonda convinzione del diritto degli ebrei di avere un proprio Stato e c’è una fortissima consapevolezza del rischio. Oggi noi europei siamo nella stessa situazione di Israele. Anche se molti fanno finta di non saperlo. Ci vuole un esercito forte, un sistema di intelligence integrato a livello europeo e una popolazione che sappia esattamente come comportarsi durante gli eventi pubblici a rischio.”

 

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