Parla Laslo Kovacs
“Ecco perché è nata
European Alliance for Israel”

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di Edmondo Monti –

Laslo Kovacs è da sedici anni presidente della Federazione delle Associazioni d’Amicizia Ungheria-Israele. Gli facciamo qualche domanda per approfondire quali possano essere gli sviluppi di un rapporto tra le Federazioni ungherese ed italiana e quali siano differenze ed analogie tra le due realtà.

Caro Laci ti ringraziamo per aver accettato di rispondere a queste nostre domande per la testata giornalistica della Federazione delle Associazioni Italia-Israele “Italia-Israele Today”. Vorremmo innanzitutto che ci parlassi brevemente della tua Federazione e degli aspetti utili al fine comune, che è il sostegno ad Israele, di un sempre più stretto rapporto tra le singole federazioni europee delle associazioni pro Israele nello spirito della “European Alliance for Israel”.

Con la creazione della Federazione delle associazioni che operano in 25 diverse città ungheresi abbiamo costituito un’organizzazione che si è assunta il compito di aiutare il lavoro delle singole associazioni, coordinarne le attività, far conoscere al pubblico gli obiettivi, mantenere rapporti ufficiali con le istituzioni statali e religiose, cooperare con altre associazioni che svolgono attività compatibili con le nostre finalità.

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Laslo Kovacs

Com’è strutturata la Federazione?

La Federazione è diretta da un consiglio direttivo composto da 7 persone, di cui quattro sono i coordinatori delle associazioni nelle quattro grandi aree geografiche dell’Ungheria: fanno da tramite tra esse ed il direttivo e se richiesto partecipano alle iniziative locali rappresentando la Federazione. E’ dal 1989 che le associazioni pro-Israele vengono via via costituite; sono 16 anni che abbiamo deciso di creare la loro federazione nazionale che svolge un’attività di coordinamento al fine di rafforzare i rapporti bilaterali e promuovere la cultura della tolleranza.

Com’è nata “European Alliance for Israel”? Nel dicembre 2013 ci siamo incontrati a Vienna tra rappresentanti delle organizzazioni pro-Israele dei Paesi europei. In quella sede si propose di formare un organismo europeo di coordinamento tra le organizzazioni nazionali per poter agire insieme contro le spinte anti-Israele. Lo scorso anno abbiamo firmato a Berlino il documento costitutivo della ”European Alliance for Israel”. Da allora l’alleanza europea ha in più occasioni contrastato iniziative lesive degli interessi di Israele, per esempio presso la Fifa e l’Unesco, abbiamo avanzato la proposta di intensificare in controllo delle fonti di finanziamento al terrorismo, ecc. Le federazioni nazionali hanno trasmesso ai rappresentanti del proprio Paese gli avvisi e le richieste della European Alliance, pregandoli di appoggiare la causa israeliana con il loro voto.

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Chi sono gli amici d’Israele in Ungheria e quali difficoltà incontrano?

Chiunque può aderire alle associazioni di amicizia con Israele. Le nostre sono dichiaratamente organizzazioni non ebraiche, ma ovviamente accogliamo principalmente filosemiti interessati al nostro lavoro e pronti ad agire per le nostre finalità: far conoscere in Ungheria i valori culturali, artistici, storici ed economici dello stato e del popolo d’Israele, nonché favorire la presentazione dei valori ungheresi in Israele. Negli ultimi 27 anni abbiamo promosso moltissime iniziative nel Paese: abbiamo organizzato mostre, festival del cinema, cene, conferenze, convegni per i nostri soci ed il pubblico interessato. In questo lavoro la difficoltà maggiore è rappresentata dal reperire i finanziamenti. A volte abbiamo trovato bandi di finanziamento per i nostri progetti, ma negli ultimi anni i comuni non hanno più la possibilità di creare fondi per le associazioni. Rimangono quindi le modeste risorse statali ed in alcune realtà l’appoggio di aziende. Per questo la maggior parte delle nostre associazioni riesce ad organizzare al massimo 2 o 3 iniziative l’anno, mentre la Federazione – quando va bene – realizza uno o due grandi eventi.

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Chi sono invece i nemici d’Israele e degli ebrei in Ungheria?

I rapporti con Israele dei governi ungheresi susseguitisi dal 1989, anno del riallacciamento dei rapporti diplomatici, si possono definire buoni. I nostri rapporti economici sono in costante sviluppo. I delegati ungheresi presso le varie organizzazioni internazionali votano a favore di Israele. Le città ungheresi, dove operano le associazioni di amicizia, hanno rapporti di gemellaggio con città israeliane e si scambiano reciprocamente delegazioni istituzionali e culturali. Quanto ai rapporti ”ufficiali” non ci sono quindi problemi. Il problema è l’antisemitismo ”moderno” e gli atteggiamenti anti-Israele emersi col rafforzarsi dell’estrema destra (come anche in altri paesi europei). Nella politica come nei media e nei social vengono emergendo posizioni e dichiarazioni anti-Israele sempre più nette. Capita anche che gruppi estremisti e vandali danneggino cimiteri o edifici ebraici e si registrino episodi di aggressione verbale per strada, ma sono ancora casi isolati. E’ responsabilità della maggioranza democratica contrastare l’estremismo. Anche per questo è importante l’attività delle associazioni pro-Israele.

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La sinagoga ortodossa di Budapest

E’ interessante osservare dalla tua risposta, e me lo confermi, che in Ungheria (a differenza dell’Europa occidentale) non esiste un antisemitismo o antisionismo “di sinistra”. Ma andiamo avanti: quali difficoltà si incontrano nel presiedere la Federazione ungherese?

In primo luogo la mancanza di risorse finanziarie, in secondo luogo i contrasti personali che a volte si creano. Ci sono stati episodi di attacchi ed offese personali, alcuni avevano creduto di ricavare chissà quali vantaggi da questa attività, mentre noi che portiamo avanti le associazioni sappiamo che i veri successi sono rari e mai personali. In realtà dal punto di vista economico personale – siccome tutti noi paghiamo di tasca propria le spese che emergono in Associazione o in Federazione – è una disfatta. Ma continuiamo perché abbiamo assunto degli impegni. Vorrei sottolineare che per fortuna sono tante le persone che meritano gratitudine per la loro generosità e dedizione.

Una cosa che unisce ed una che divide Ungheria (dove, ricordiamolo, è presente la terza Comunità ebraica europea per numero assoluto e la prima in rapporto al totale dei cittadini) ed Israele?

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Efraim Kishon

Ci uniscono le radici comuni e ci divide la distanza. Anche dall’Ungheria molti sono emigrati in Israele per fuggire agli orrori del XX secolo, portandosi la cultura ungherese che ora è parte integrante di Israele. Cito il nome di Efraim Kishon, ma potrei elencare tanti altri artisti e scienziati ungheresi, per non parlare – cosa tutt’altro che secondaria – della gastronomia ungherese di cui fanno parte anche piatti ebraici. La distanza tra i due Paesi, con i prezzi del biglietto aereo, sta sempre più diminuendo, ma per molti continua ad essere un ostacolo a poter sperimentare direttamente la realtà israeliana. Tanti detrattori cambierebbero idea sugli ebrei e su Israele se avessero la possibilità di vivere la quotidianità dell’unica democrazia in Medio Oriente e conoscerne gli eccellenti risultati. E vorrei aggiungere una cosa…

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La grande sinagoga di Budapest

Sentiamo, che cosa?

Lasciami in conclusione sottolineare che mi piacerebbe molto se gli amici di Israele italiani ed ungheresi potessero coltivare rapporti di fratellanza nei prossimi anni: potremmo collaborare in modo più stretto, organizzare azioni ed eventi comuni, concertare e coordinare le nostre attività, scambiare idee, proposte e buone pratiche. Potremmo insieme organizzare manifestazioni e iniziative e prendere posizione a favore di Israele nelle questioni importanti.

Anche noi ci auguriamo di intensificare i rapporti tra le federazioni e di realizzare iniziative comuni, magari (perché no?) anche nel settore gastronomico. Chiudiamo quindi con una nota personale, perché sappiamo che sei un grande appassionato e cultore di gastronomia: quali sono a tuo avviso le caratteristiche salienti della cucina israeliana e quale il piatto che preferisci?

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La peculiarità principale della cucina israeliana è il suo carattere multicolore (…multisapore). Oltre alla tradizionale cucina ebraica dei Paesi mitteleuropei vi si trovano anche le specialità di mare dei Paesi dell’Europa mediterranea insieme ad elementi di gastronomia araba. La mia preferenza è per i frutti di mare (in ogni modo), le pietanze a base di ceci e il melograno. Ma una delle esperienze gastronomiche che più mi ha impressionato sono stati gli arrosti sulla spada in un ristorante brasiliano di Tel Aviv-Yafo.

Ti ringraziamo ancora per le interessanti informazioni, opinioni e propositi, per la tua vicinanza alla nostra Federazione e per la tua disponibilità. Ti salutiamo caramente portandoti anche saluti e ringraziamenti di tutta la Federazione italiana auspicando un prossimo incontro e magari anche altri tuoi interventi su argomenti specifici.

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