Partigiani o Pasdaran?

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di Eduardo Palumbo –

Prima o poi si dovrà fare una riflessione vera, ci si dovrà chiedere se alcune sigle, alcune associazioni rappresentano fedelmente il motivo per cui sono nate, o se hanno subito delle mostruose trasfigurazioni. Pensiamo all’Unrwa l’Agenzia delle Nazioni Unite nata per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi che continua ad operare anche quando ormai da tempo il fenomeno non esiste più, tanto da aver indotto gli Stati Uniti ad interrompere il flusso di finanziamenti, pensiamo all’Anpi, l’associazione fondata dai partecipanti alla resistenza italiana contro l’occupazione nazifascista nella seconda guerra mondiale, quando ormai le condizioni del Paese sono completamente diverse, non ci sono più i nazisti ed i fascisti.

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Ma limitiamoci all’Anpi. Al 25 aprile ormai non è una novità vedere i cortei gestiti dai pronipoti dei partigiani esercitare indebite antistoriche ingerenze , come quella di dare spazio ad associazioni pro Palestina, che nulla hanno avuto a che fare con la Liberazione a scapito della Brigata ebraica che ha combattuto e pagato col sangue per il futuro dell’Italia.

Prendiamo, ad esempio, l’iniziativa dell’Anpi Nizza Lingotto di Torino che ha organizzato un delirante convegno con ospite d’eccezione nientedimenoché Marco Da Ros  (un esponente anarco-insurrezionalista noto per essere arrestato tempo fa con un collega di ideologia, Fabio Milan, per aver assaltato un banchetto della Lega).

Un convegno con una premessa farneticante e delirante: “Perché qualche migliaio di sionisti che ebbero un ruolo insignificante nella lotta al nazifascismo vengono da qualche anno così tanto celebrati dalla macchina della propaganda pro-Israele in occasione del 25 aprile?”

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Ma tutto il volantino che ha pubblicizzato l’iniziativa è un inno alla demenza, la necessità immediata ed urgente di un ricovero in n centro di Igiene mentale. “La Brigata Ebraica fu uno degli embrioni dell’esercito israeliano, e strumento politico per ottenere dagli Alleati l’avallo alla pulizia etnica della Palestina del 1948. La formazione di una “Brigata Ebraica” fu un obiettivo
accanitamente perseguito dai sionisti per tutta la prima metà del Novecento (in particolare dai sionisti revisionisti, la corrente più affine al fascismo). Ripercorrendo per sommi capi la storia di questa minuscola compagine e confrontandola con quella complessiva dei milioni di ebrei che lottarono contro il nazifascismo, l’operazione propagandistica israeliana appare in tutta la sua evidenza.”

L’interrogativo è semplice: ma sono partigiani o i pasdaran?

 

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