Perché il cuore
batte sempre per Bibi

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di Gil Hoffman –

Come mai Netanyahu continua a risultare vincente, nei sondaggi che ipotizzano elezioni anticipate, nonostante le svariate indagini di polizia che in qualche modo lo vedono coinvolto? Ci possono essere diverse spiegazioni e i lettori possono autonomamente decidere quali e quante di queste sono effettivamente in gioco.

Gil Hoffman

Gil Hoffman

Andiamo ad esaminare quali sono le ragioni per le quali Bibi è ancora nel cuore di Israele.

Arye Deri

Arye Deri

1. Agli israeliani non dispiace che i loro leader siano piuttosto spregiudicati. Se ne è avuta conferma in varie occasioni, dai 17 seggi conquistati dal partito Shas nel 1999 quando il suo leader Arye Deri stava per finire in carcere, ai ripetuti insuccessi elettorali di una come Tzipi Livni, che gode invece di un’immagine assolutamente pulita.

A molti israeliani piace che i loro leader sappiano sgomitare, perché saranno chiamati a battersi per Israele sullo scacchiere mondiale in mezzo a molti nemici senza scrupoli. E la cosa peggiore, in Israele, è passare per un freier (babbeo).

epa06110700 Israeli border police stand and guard in the Old City of Jerusalem, 26 July 2017, after police removed the controversial metal detectors that were placed in the wake of a shooting of two Israeli police officers at this popular entrance to the Al-Aqsa Mosque, amid a diplomatic easing of recent tensions. The mufti of Jerusalem called on Muslims not to enter and  pray at the Al-Aqsa Mosque, even though Israel had been dismantled metal detectors.  EPA/ABIR SULTAN

2. Netanyahu preserva la sicurezza degli israeliani, e questo è quello che conta. Netanyahu ha persuaso molti israeliani che solo lui è in grado di proteggerli a fronte di minacce come il nucleare iraniano, il dilagare del jihadismo e tanti altri.

Finché non spunterà qualcuno capace di far sentire al sicuro gli israeliani almeno quasi quanto Netanyahu, l’attuale primo ministro continuerà a vincere le elezioni indipendentemente dalle accuse che gli verranno mosse. Gli israeliani votano innanzitutto sulla sicurezza e su questa, al momento, non vedono alternative.

Trump e Netanyahu

Trump e Netanyahu

3. Netanyahu come mago del pubbliche relazioni. L’attuale primo ministro appare molto superiore a qualsiasi altro potenziale leader anche per quanto riguarda la diplomazia internazionale.

Forse nessun altro al mondo ha incontrato negli ultimi due anni così tanti leader internazionali, in tutti i continenti, quanto lui. C’è chi insinua che Netanyahu abbia moltiplicato il tempo trascorso all’estero per evitare i guai con la polizia in casa. Ma è legittimo titolare del portafoglio degli affari esteri, e persino l’opposizione non nega i suoi successi in questo campo.

4. È l’economia, o stupidi. Con una forte crescita economica, tassi di turismo da record e bassa disoccupazione, chi vorrebbe cambiare l’uomo al timone? Persino il costo degli alloggi – annoso problema in Israele – ha iniziato a calare, per cui non è che gli israeliani intendano precipitarsi a sostituire il loro primo ministro.

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5. Gli israeliani mentono nei sondaggi. Gli israeliani sono noti per il loro atteggiamento maldisposto, quando non ostile, verso le élite: categoria che include i mass-media, gli accademici, i vertici del sistema giudiziario e sì, anche i sondaggisti. Questo è uno dei motivi che è stato usato per spiegare il fatto che i sondaggisti non seppero pronosticare l’entità della vittoria di Netanyahu alle scorse elezioni.

Potrebbero sbagliarsi anche ora, nell’altro senso. Ma fra tutte le possibili spiegazioni, questa è la più debole giacché le altre domande dei sondaggisti, ad esempio su quanto si ritenga Netanyahu effettivamente implicato nei fatti di corruzione, non danno risultati a lui favorevoli.

ראש הממשלה בנימין נתניהו מבקר בתרגיל חטיבתי של חטיבת גולני ברמת הגולן Photo by Kobi Gideon / GPO

Moshe Ya’alon e Benjamin Netanyahu

6. Niente alternative. Se l’ex ministro della difesa Moshe Ya’alon avesse accettato il portafoglio degli esteri che Netanyahu gli offrì quando diede ad Avigdor Liberman quello della difesa, oggi sarebbe visto come l’ovvio successore di Netanyahu in attesa dietro le quinte. All’intensificarsi delle indagini, i partner della coalizione avrebbero potuto persino estromettere Netanyahu chiedendo a Ya’alon di formare un nuovo governo.

Ma Ya’alon commise un grosso errore politico bruciandosi i ponti alle spalle quando abbandonò il Likud. Senza di lui, non c’è ancora un’alternativa che appaia agli israeliani pronta ad assumersi uno degli incarichi più difficili al mondo.

7. Innocente fino a prova contraria. Infine, può ben darsi che gli israeliani siano semplicemente fedeli a valori democratici ed ebraici come il principio che l’accusato è “innocente fino a prova contraria” e il principio Dan lekaf lezchut, che può essere tradotto come “giudizio favorevole e col beneficio del dubbio”.

( Jerusalem Post )

 

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