Perché non dobbiamo
cedere alla paura

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Il peggior regalo da fare ai nuovi barbari che attentano alle nostre vite si chiama paura. Noi occidentali: noi figli di Cartesio, di Galileo, di Volta, di Caravaggio; noi figli e nipoti di Einstein, di Mendellson, della Levi Montalcini, e poi ancora di Emilio Segrè, di Vito Volterra, di Hannah Arendt, di Ludwig Wittgenstein non capitoleremo.
Noi siamo gli eredi di una cultura germinata da Simone Weil, Gyorgy Lucacs, Karl Popper, Theodor Adorno, Elie Wiese, Primo Levi, Anna Franck, Italo Svevo, Giorgio Bassani; e poi di Marc Chagall, di Leonard Cohen, di Woody Allen, di George Garshwinn e Leonard Bernstein… Noi stiamo alla cultura come un ayatollah iraniano alla cloche di un 747. Noi siamo l’Occidente e non la progenie dell’oscurantismo islamista.

attentatilondra

Viviamo il nostro tempo scandito dal nuovo terrore, che tuttavia non riuscirà a fagocitarci: perché abbiamo smesso di essere Medio Evo da più di ottocento anni.
Aleppo muore nel silenzio generale. Nessuno – a cominciare dall’Onu – se ne preoccupa. E’ già successo per le guerre dimenticate del continente africano. Sono bastate due mani alzate al Consiglio di sicurezza del Palazzo di Vetro di New York – quella cinese e quella russa – per bloccare il nuovo olocausto che va in scena in Siria. Ma chiunque abbia coscienza e cuore che batte in petto non può rimanere in silenzio.

epa05443587 Russian President Vladimir Putin speaks during a farewell ceremony for the Russian Olympic team at the Grand Kremlin palace in Moscow, Russia, 27 July 2016. The full Russian team including banned athletes took part in the ceremony. The Rio 2016 Olympic Games start on 05 August. EPA/YURY KOCHETKOV

Perché noi siamo figli di ciò che ci saremmo augurati essere: cioè di una nuova Europa e di un nuovo occidente, di progresso e di pace. Oggi attorno a un tavolo si sono riuniti Russia, Turchia e Iran per decidere i destini della Siria. Stati Uniti? Non pervenuti: per i reclami, per restituire al mittente i regalini della Casa Bianca rivolgersi a barack Obama, il più inetto dei presidenti americani degli ultimi 70 anni di storia contemporanea.

aleppommuoreMa noi non cederemo alla paura. Se l’Europa capitola al ricatto del terrore allora cedono le dighe del mondo intero. Da questo punto di vista Israele – che conosce bene la questione, avendone toccato con mano gli orrori del terrorismo – può insegnarci tanto. Israele, lasciato solo quando i kamikaze si facevano esplodere ai check-point; Israele, isolato persino quando i palestinesi assoldati da Hamas investivano i civili alle fermate di un autobus; Israele, ignorato mentre i nuovi barbari facevano saltare in aria gli scuolabus con a bordo i figli dei coloni. Israele. Oggi noi in europei scopriamo che il sangue versato dagli innocenti che facevano acquisti ad un mercatino natalizio è un dazio sommamente ingiusto e troppo caro da pagare. Tardiva resipiscenza? Solenne cecità, o che cos’altro? Attendiamo risposte.

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Giuseppe Crimaldi

Giuseppe Crimaldi

Giuseppe Crimaldi, giornalista