Perché vale la pena studiare
anche una sola pagina del Talmud

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Dror Eydar

di Dror Eydar –

 Non avevo ancora avuto il tempo di parlare di una profonda esperienza che ho avuto il piacere di vivere di recente, quando sono stato invitato all’Università di Roma Tor Vergata, per intervenire alla presentazione del nuovo volume del Talmud tradotto in italiano (in due tomi), il Trattato Qiddushin.

Adin Steinsaltz

Adin Steinsaltz

La traduzione è eccellente e corredata di interessantissimi commenti interpretativi (nello stile dell’edizione del Talmud del rabbino Steinslatz, che ha anche scritto un’introduzione all’edizione italiana). Finora il governo italiano ha investito oltre 10 milioni di Euro (!) in questo progetto, e questo gli fa onore.

Rav Riccardo Shmuel Di Segni,

Riccardo Shmuel Di Segni

È intervenuto anche il rabbino capo di Roma, Rav Riccardo Shmuel Di Segni, Presidente del Progetto Talmud. Per me è stato molto affascinante ascoltare gli altri relatori.

Quante volte mi è capitata l’occasione di ascoltare punti di vista accademici di non ebrei, su questo immenso tesoro di sapienza che accompagna il nostro popolo ormai da circa 1500 anni?

shoppingHo parlato di fronte a un pubblico composto in prevalenza da studenti italiani curiosi. Quando ho scritto il mio intervento, ho pensato di rivolgermi esattamente a un pubblico così. Ambasciatore non solo in ambito politico ed economico, ma anche in quello culturale. Mi sono detto che se possono farlo loro, anche noi – ogni singolo israeliano – possiamo fare lo sforzo di studiare anche una sola pagina di Talmud. Ne vale decisamente la pena.

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