Pietro Gargano: “Ciao, Gianpaolo”

di Pietro Gargano*

Addio, Gianpaolo Santoro. Te ne sei andato a 68 anni, lasciando un scia di ricordi e una serie di libri seri e particolari. Abbiamo lavorato insieme, a partire dagli anni ‘80, in un bel Mattino, fatto da amici, diretto da Pasquale Nonno. Tu eri schierato nel blocco giovane della Cronaca, con Ciccio Romanetti, Daniela Limoncelli, Eze Guardascione, Vinni Volpe, Michele Tanzillo. Con voi, ultimo arrivato, Giancarlo Siani. Vi aspettavate la notte, vi leggevate i pezzi l’un l’altro, dividevate speranze e panini.
Venivi dal Giornale di Napoli, dalla gavetta della cronaca e di qualunque cosa servisse ai capi. Eri già professionista, dal 1979, E soprattutto eri socialista, Avanti! e Adn Kronos nel curriculum. Ti imputavamo, scherzando, quella enne davanti alla pi nel nome, sfida alla grammatica, ma fosti irremovibile. Al Chiatamone hai continuato fare di tutto, anche da inviato, da vaticanista, da addetto al Quirinale.

Pietro Gargano

Avevi una grande passione per Craxi e per i cavalli. Te ne andasti all’improvviso, non ho mai capito perché. Passasti al Roma. La firma la prestasti pure a Denaro, a Finivest come responsabile dell’informazione politica. A un certo punto apristi perfino una pizzeria a Roma. L’esilio di Craxi aggiunse una pena all’inquietudine. Ai tuoi occhi era una enorme ingiustizia. Ne risentirono pure le idee che si spostarono dalla sinistra. Qualche volta abbiamo polemizzato pure. Poi è arrivata quella stronza della malattia, la Sla. Ma non ti ha piegato. La tua testa correva ben più veloce della sedia a rotelle. Sei andato a vivere a Pineta Grande di Mondragone, assistito da una famiglia che diventò anche tua. Il computer fu il tuo occhio sul mondo. Da 4 anni dirigevi “Italia Israele Today”. Davanti avevi pure cinque schermi sintonizzati sulle corse ippiche. Ti inventasti un buon giornale telematico, il Napoletano, al quale allegasti una serie di libriccini, “Noir napoletani”, due erano tuoi, “Rosso Marechiaro” e “Positano. Una ragazza e una valigia”. Nel 2005 scrivesti un romanzo, “Rapporti quasi umani”in cui appariva una campionessa di videogiochi. Nel 2010 pubblicasti “Bari &dispari. I professionisti del gioco d’azzardo”. Solitario e insieme attirato dalle unioni, l’anno dopo ti dedicasti a “La solitudine dei numeri uno”, galleria di ritratti calcistici. Scrivesti: «Essere un bomber è un sogno, fare il portiere è una missione», Vennero poi le imprese editoriali a più mani, “Giulio”, vita di Andreotti, coautore Antonello Grassi, e “Napoletani” con Grassi, Minmmo Carratelli e Nico Pirozzi. Ieri mattina, al risveglio, il respiro era mozzo. Inutile la corsa in ospedale dell’ambulanza. Hai lasciato affetto. Peppe Crimaldi, con cui dividevi telefonate notturne, piangeva. Buon viaggio, Gianpà con la enne, ti vogliamo bene.
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  • Editorialista de Il Mattino 
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Giuseppe Crimaldi

Giuseppe Crimaldi

Giuseppe Crimaldi, giornalista