Poliziotto del giornalismo francese
o “islamogoscista demagogico”?

Edwy Plenel

Edwy Plenel

di Mauro Zanon –

A trent’anni, appena sbarcato nella redazione di Le Monde, Edwy Plenel faceva già parlare molto di sé da responsabile della rubrica “Police”. Per il quotidiano dell’establishment parigino, copriva tutte le notizie riguardanti il ministro dell’Interno, e lì dentro, nel covo dei dossier e dei segreti di Francia, si era fatto in poco tempo molti amici, tra poliziotti e agenti dell’intelligence, che lo “aiutarono”, negli anni a venire, a firmare alcuni degli scoop più clamorosi della Quinta Repubblica.

Mauro Zanon

Mauro Zanon

L’Eliseo lo mise sotto intercettazione per le sue inchieste scottanti sul potere mitterrandiano, e quando divenne direttore di Le Monde, nel 1996, si guadagnò il soprannome di poliziotto del giornalismo parigino per i suoi metodi borderline. Oggi, Plenel, è il direttore di Mediapart, il giornale online più temuto dai i politici di Francia.

Nicolas Sarkozy and Muammar Gaddafi

Nicolas Sarkozy e Muammar Gaddafi

È da un documento pubblicato da Mediapart che è scoppiatolo scandalo libico che sta inguaiando l’ex presidente Nicolas Sarkozy, accusato di aver intascato 50 milioni di euro per finanziare la sua campagna elettorale del 2007. Ed è un’inchiesta della redazione di Plenel ad aver fatto cadere il ministro del Bilancio di François Hollande, Jérôme Cahuzac, proprietario di alcuni conti all’estero. Ma dietro il suo celebre baffo e il suo sorriso beffardo, il giornalista investigativo più conosciuto di Francia nasconde anche molte zone d’ombra.

Tariq Ramadan

Tariq Ramadan

Le Figaro Magazine, recentemente, lo ha definito un “agente dell’islam politico”, un pericoloso ideologo che intrattiene rapporti ambigui con individui sulfurei dell’islamosfera francese. A partire da Tariq Ramadan, con cui Plenel faceva conferenze in giro per la Francia per denunciare l’ “islamofobia” degli occidentali, prima che l’intellettuale svizzero finisse in carcere con accuse di stupro. Charlie Hebdo lo ha bollato come “islamogoscista demagogico” per il suo silenzio assordante sull’affaire Ramadan, lui, in risposta, ha detto che è in corso una “guerra contro i musulmani”.

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Nel 2014, per mostrare la sua vicinanza ai fedeli di Allah, che considera i nuovi proletari del mondo, ha pubblicato Pour les musulmans. La stessa solidarietà la riserva ai palestinesi fin dal 1972, quando, sotto pseudonimo, da membro della Ligue communiste révolutionnaire, difese i terroristi di Settembre nero che rapirono e uccisero 11 atleti israeliani durante le Olimpiadi di Monaco.

E pensare che ad aprile è stato scelto come giornalista modello per intervistare il capo dello Stato, Emmanuel Macron, sulla televisione nazionale.

 (Libero)

 

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