La Polonia celebra
il 50esimo anniversario
della campagna antisemita

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La Polonia si appresta a celebrare i cinquant’anni dall’inizio delle proteste studentesche che furono sfruttate dal regime comunista per estromettere gli ebrei dal partito e dalla Polonia.

Il risultato fu l’espulsione di 13.000 ebrei, tra i quali alcuni sopravvissuti alla Shoah e importanti figure di intellettuali come il filosofo Leszek Kolakowski e il sociologo Zygmunt Bauman. La celebrazione di questo anniversario, che ricorre giovedì, è stata a lungo attesa, come messaggio capace di dare un segno di quanto la Polonia abbia preso le distanze dai demoni antisemiti del passato. Invece, la celebrazione arriva in coda a una nuova ondata di antisemitismo sollevata da una recente disputa diplomatica con  Israele. A partire dal marzo 1968, gli studenti misero in atto proteste di massa che furono brutalmente represse dal regime. Fazioni rivali dentro il partito comunista dell’epoca sfruttarono le proteste con l’obiettivo di prendere il controllo del partito stesso, e la crisi culminò nella «epurazione» degli ebrei.

(ANSA).

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