Pomeriggio di terrore in Samaria
Agguato a dei ragazzi in gita
Assalto sventato, morto un terrorista

Avitzur Libman

Avitzur Libman racconta il drammatico pomeriggio

di Daniel Harkov –

“Abbiamo iniziato l’escursione camminando da Migdalim a Kida” – ha detto Avitzur Libman, tredici anni – Nel bel mezzo della camminata, dopo che avevamo passato il villaggio arabo Kusra ed eravamo già abbastanza lontani  siamo passati vicino ad una grotta.”

 img802667Ad un tratto è successo l’imprevedibile. Una trentina di terroristi arabi dall’alto ha cominciato a lanciare sassi contro i giovani. Arutz Sheva ha ricostruito minuziosamente le ore di terrore. “E’ stato un attimo: piovevano pietre da tutte le parti, un vero agguato. Avevamo due scorte armate. Uno aveva una pistola, l’altro un fucile mitragliatore.”

A questo punto  i due uomini di guardia hanno cercato di organizzare la difesa. I bambini sono stati fatti riparare nella grotta. L’uomo col mitragliatore faceva da guardia all’ingresso, mentre l’altro stava con i bambini. A questo punto il racconto è più concitato.

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“Il lancio di sassi non terminava, anzi si infittiva. L’uomo di guardia non riusciva a contenere l’attacco ed allora è tornato indietro per avvisare i soldati.. “ Ma non è stata, in un primo momento,  una mossa risultata azzeccata, i terroristi hanno circondato l’ingresso della caverna… “Hanno detto alla guardia che aveva una pistola che se avesse messo la pistola nella fondina e l’avesse data loro, ci avrebbero lasciato andare.”

Ma non è stato così. Un terrorista ha strappato la pistola all’uomo di scorta ed ha minacciato tutti i bambini.

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“Ci hanno minacciato con la pistola  – racconta Ofer, quattordici anni- Poi con una pietra hanno colpito alla testa la guardia. C’era tanto sangue…. Hanno iniziato a urlare, dicevano che ci avrebbero fatti tutti i prigionieri, che ci avrebbero massacrato. Alcuni di noi col cellulare stavamo chiamando l’esercito ma se ne sono accorti.. e si sono fatti consegnare tutti i  telefoni cellulari. Ci  hanno spruzzato addosso spray al peperoncino.”

I bambini piangevano e pregavano “Shema Yisrael”, che si recita quando una persona crede di essere sul punto di morire. Ma poi, per fortuna, sono arrivate le forze dell’Idf… Due dei rivoltosi sono stati colpiti , uno è morto. La fine di un  incubo. Ma quei ragazzi difficilmente potranno  mai dimenticare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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