“Possiamo distruggere Israele”
Salami batte la grancassa
delle Guardie rivoluzionarie

Iranian Revolutionary Guard members arrive for a ceremony celebrating the 40th anniversary of the Islamic Revolution, at the Azadi, or Freedom, Square, in Tehran, Iran, Monday, Feb. 11, 2019. On Feb. 11, 1979. Iran's military stood down after days of street battles, allowing the revolutionaries to sweep across the country, and the government of Shah Mohammad Reza Pahlavi resigned. (AP Photo/Vahid Salemi)

di David Sinai

L’analisi  lucida, spietata, crudele e, naturalmente folle e propagandistica, è di Hossein Salami, comandante in capo del corpo iraniano delle Guardie della Rivoluzione islamica. “Oggi distruggere Israele è un obiettivo raggiungibile”. E non è come l’orologio  in piazza della Palestina  a Teheran che per mantenere vivo l’odio e la voglia di sangue scandisce   l’avvicinarsi della fantomatica “profezia di Khomeini”: questa, almeno nelle intenzioni, dovrebbe apparire una disamina dell’attuale situazione. L’elogio folle della rivoluzione.

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Hossein Salami

“A quattro decenni dalla rivoluzione islamica in Iran – ha detto Salami- abbiamo conseguito la capacità di distruggere il regime impostore sionista, un regime malvagio che deve essere cancellato dalla carta geografica, e questo non è più un sogno ma un obiettivo raggiungibile”.

Le dichiarazioni di Salami sono state ampiamente riportate dalle agenzie di stampa iraniane Tasnim e Fars, mentre l’agenzia ufficiale IRNA, pur riportandole, ha maggiormente sottolineato la sua affermazione secondo cui l’Iran sta diventando sempre più forte ed è in grado di battere tutti i nemici nonostante “l’ostilità” nei suoi confronti. Insomma una articolata operazione di propaganda.

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