Povero Stramaccioni finito in Iran

 

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di Eduardo Palumbo –

Vecchio, caro Strama. Ma come ti è saltato in testa di finire in Iran fra ayatollah e guardie rivoluzionarie, dove c’è un orologio che segna il tempo della distruzione di Israele, dove le proteste si soffocano con la violenza, i diritti umani con la ghigliottina? Certo, ci dirai: ma io sono solo andato ad allenare una squadra di calcio, che in fondo è il mio mestiere, mica a fare la rivoluzione, io sono nato nell’Internazionale, che come dice il nome stesso, non conosce confini nel nome dello sport, volevo insegnare un po’ di calcio all’Esteghlal Cultural and Athletic Club, noto semplicemente come Esteghlal, è squadra di Teheran, la capitale dell’Iran che milita nella Persian Gulf Pro League, la massima serie del campionato iraniano di calcio.

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Andrea Stramaccioni

Ma povero Stramaccioni, quanto potrai durare in quella gabbia di pericolosi matti? Hai perso in modo rocambolesco  (1-0 al novantacinquesimo contro Gostaresh alla prima di campionato) ed ora, meglio tardi che mai , gridi al boicottaggio. In panchina sembravi una marionetta del cinema muto, è bene fai a gridare al boicottaggio.

Ti hanno lasciato in panchina senza il supporto dell’interprete, cosa che ha di fatto reso impossibile la comunicazione con i propri giocatori, visto che nessuno di loro parla inglese. “Non so se questa decisione sia stata presa dal club o della Federazione – si è sfogato in conferenza – , ma in ogni caso è un’incredibile mancanza di rispetto verso la mia professionalità e verso un allenatore straniero in Iran”. Povero Strama, ora hai capito dove sei finito?

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