Promemoria per chi non sa
che cosa rappresentano i curdi

 

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di Giulio Meotti –

Piccolo promemoria per gli stronzi che non si appassionano alla sorte dei curdi:

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– 11.000 curdi sono morti combattendo contro l’Isis
– I curdi sono 5 anni che sparano a quelli dell’Isis, mentre noi bisbocciavamo negli arrondissement
– I curdi hanno liberato Raqqa, la capitale del Califfato, e ripreso Baghuz Fawqani, l’ultimo pezzo di Califfato
– Il Kurdistan iracheno è l’unico posto del Medio Oriente a parte Israele dove un ebreo può girare con la kippah senza rischiare di finire in un frullatore

bcb1fe94b7d3e03f796cf7def32ea688_XL– I curdi sono gli unici che praticamente condividono tutti i nostri valori in quella regione
– Sono i curdi ad aver aperto le loro città, come Erbil, a 100.000 cristiani iracheni cacciati dall’Isis da Mosul e da Ninive (questo promemoria è per gli stronzi cattolici tiepidi)

– I curdi sono l’unico ostacolo formidabile ai tentativi iraniani di creare una mezzaluna islamista dall’Iraq alla Turchia
– Le regioni curde sono le uniche dove i soldati occidentali non rischiano di essere colpiti alle spalle

71919063_10219424571114821_7875778322058182656_n– Nel 2003 uno spot andava in onda nelle televisioni degli Stati Uniti durante la guerra in Iraq. Un giovane iracheno batte il cinque a un soldato americano, poi uomini e donne che ballano insieme. “Hai visto il nuovo Iraq?”, chiede la voce narrante. “E’ spettacolare. E’ gioioso. Benvenuti nel Kurdistan iracheno!”

Grazie al fatto che i curdi sono finiti nelle bare e che ne hanno riempite tante di vermi dell’Isis, nelle bare non sono finiti gli americani e gli europei, noi, con cui invece l’Isis ne aveva riempite tante di bare. Un piccolo promemoria per gli stronzi (e i turchi)

 

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