Prove di disgelo

Trump, Erdogan, Netanyhau

L’insofferenza di Ankara verso il ruolo dell’Iran nella battaglia a Idlib in Siria, il contrasto di Washington alla Repubblica degli ayatollah e l’intenzione di Israele – storico e in gran parte fedele alleato degli Stati Uniti in Medio Oriente – di scardinare la presenza iraniana in territorio siriano rappresentano un preambolo ottimale per consentire un disgelo delle relazioni tra Turchia e Usa, incrinate per la questione dell’acquisto dei sistemi di difesa russi S-400. Le minacce di sanzioni Usa alla Turchia e lo spauracchio della chiusura della base Nato di Incirlik sembrano finite, per adesso, sullo sfondo del contrasto tra Ankara e Washington.

Negli ultimi giorni, infatti, la Turchia ha consentito per la prima volta dopo dieci anni l’atterraggio di un volo cargo dell’israeliana El Al a Istanbul, ma solo per fare scalo verso New York, destinazione finale di un carico di attrezzature mediche. Inoltre, Ankara sta rinviando la riparazione del gasdotto con l’Iran, oggetto di un attacco terroristico lo scorso marzo, mentre avrebbe aumentato in modo significativo le importazioni di gas naturale liquefatto dagli Usa.

La volontà di sviluppare una migliore comprensione tra Turchia e Stati Uniti, alla luce dell’importanza strategica delle relazioni dei due alleati della Nato, è emersa sabato scorso durante il colloquio telefonico tra il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, e l’omologo statunitense, Donald Trump. Le parti hanno concordato di proseguire la cooperazione militare e politica per garantire la stabilità regionale, ha fatto sapere la presidenza turca. Ankara ha spiegato che proprio la Siria, ma anche la Libia, sono stati tra gli altri argomenti al centro del colloquio telefonico per garantire la stabilità nella regione del Mediterraneo orientale e hanno ribadito la solidarietà nella lotta al coronavirus.

Alla fine di aprile Erdogan aveva inviato una lettera a Trump, auspicando che il Congresso comprenda meglio l’importanza strategica delle relazioni, anche alla luce degli aiuti medici forniti durante la pandemia Covid-19. Proprio a causa dello scoppio dell’emergenza sanitaria Ankara ha ritardato l’attivazione dei sistemi S-400, per la quale il Congresso aveva minacciato di imporre sanzioni. La Siria, tuttavia, in passato ha causato attrito fra Ankara e Washington a causa del sostegno degli Usa alle Forze democratiche siriane, combattenti in gran parte curdi, spina nel fianco di Erdogan.

(Agenzia Nova)

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